Stroncato da un misterioso virus nel giro di una settimana: scomparso il medico Salvatore Albanese

L'intera comunità di Vigodarzere piange la morte del medico 67enne, ucciso in meno di sette giorni da un batterio che ha compromesso il funzionamento dei suoi organi vitali

Un sorridente Salvatore Albanese, stroncato da un virus a 67 anni

Una morte strana, a cui è difficile dare una spiegazione. E per questo ancor più straziante: Salvatore Albanese, medico 67enne di Saletto di Vigodarzere, è stato stroncato nel giro di una settimana da un misterioso virus.

Il decesso

Conosciutissimo tanto per la sua umanità quanto per la sua attività di accoglienza dei parenti dei pazienti ricoverati a Padova e provenienti da fuori regione, Salvatore Albanese era anche presidente nazionale di Cilla, organizzazione di volontariato che gestisce un newtork di case di accoglienza. La sua scomparsa lascia sgomenti soprattutto per la rapidità della vicenda: il medico, infatti, giovedì 7 febbraio si era recato all'ospedale di Cittadella credendo di essere vittima di un attacco influenzale, e invece le sue condizioni sono rapidamente peggiorate tanto da essere trasferito nel giro di poche ore nel reparto di Rianimazione, dove è rimasto fino al decesso, avvenuto giovedì 14 febbraio. La prima ipotesi sulla causa della sua morte è relativa all'insorgere di un'infezione batterica talmente aggressiva da intaccarne gli organi vitali.

Il ricordo di Cilla

Questo il ricordo dell'Associazione Cilla Onlus, apparso sulla loro pagina Facebook: "Ieri, 14 febbraio, il nostro carissimo amico Salvatore Albanese è ritornato alla casa del Padre. Salvatore guida la nostra Associazione da quando il papà di Cilla, Rino Galeazzi, chiese a don Giussani di adoperarsi perché questa opera potesse proseguire dopo di lui. Per tutti noi Salvatore è un vero “padre” per come ci ha sempre mostrato una affezione a Cristo, nel carisma del Movimento, piena di passione e tenacia. Una fede in Gesù che ha sempre costretto tutti noi a fare i conti con la concretezza della Sua Presenza nella fragilità dei nostri rapporti, nelle circostanze personali e in quelle della vita dell’Associazione. Salvatore ci ha testimoniato il desiderio di vivere insieme e di condividere tutto, come i primi cristiani, la tenerezza e l’accoglienza verso chiunque chieda un aiuto, l’invito a giudicare tutto e a giocarsi totalmente nella vita, a partire da questa posizione umana. Salvatore ci ha manifestato, con la sua esperienza personale, il gusto di una vita piena di senso, la profondità di un uomo che riconosce in tutto il segno della Presenza di Gesù, la letizia anche dentro le difficoltà. Siamo grati per tutto quello che il Signore ha voluto costruire attraverso l'opera di Salvatore e coscienti del compito che lui ci lascia".

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