Decessi sul lavoro, Padova è la seconda provincia veneta in cui si muore di più

I dati regionali sono drammatici, con le morti bianche che, nei primi undici mesi del 2018, salgono a 113 rispetto alle 84 dell'anno precedente. Tredicimila gli infortuni in provincia

É netto l'aumento delle morti sul lavoro registrate in Veneto tra gennaio e novembre 2018 rispetto ai dati dell'anno precedente. Padova è seconda in regione, a parimerito con Treviso, con 19 vittime. Lo comunica il bollettino emesso dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega.

I numeri

113 morti sul lavoro: questo il numero delle vittime registrato in regione nei primi undici mesi dello scorso anno. Maglia nera a Verona con ben 28 vittime. Seguono Padova e Treviso con 19, Venezia con 16 e Vicenza con 14. Chiudono Belluno e Rovigo, che registrano rispettivamente 9 e 8 infortuni mortali. Le donne coinvolte in un infortunio mortale nel 2018 in Veneto sono state 15 (su un totale di 97 in tutto il Paese). Quasi la metà delle vittime in regione aveva un’età compresa tra i 40 e i 54 anni.

Bollettino di guerra

«Un anno da dimenticare. O, forse, da ricordare per imparare e capire una volta di più quanto sia importante la sicurezza nei luoghi di lavoro. Ma, evidentemente, non per tutti i datori di lavoro pare sia una priorità». Parole di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Vega in merito al tragico bilancio elaborato sulla base degli ultimi dati Inail. Il numero di morti per provincia consente la mappatura regionale dell’“insicurezza sui luoghi di lavoro” che pone ancora una volta il Veneto in cima alla graduatoria nazionale, secondo solo alla Lombardia dove le vittime sono 150. «Ciò che più angoscia» conclude Rossato «è il pensiero che per chiudere il dramma delle morti sul lavoro in Veneto nel 2018, mancano ancora i dati ufficiali di dicembre. Questi non sono numeri che raccontano un paese civile che lavora, bensì piuttosto il resoconto di una guerra civile».

Gli infortuni

Oltre ai decessi, ad aumentare in Veneto è anche il numero degli infortuni non mortali, passati da 68.963 a 70.837 (quasi duemila in più). Ancora una volta Verona è in testa alla graduatoria con 14.959, seguita stavolta da Vicenza (13.554). Padova è terza con 13.292, seguono Treviso (12.560), Venezia (11.687), Belluno (2.558) e Rovigo (2.227). Più di 55mila gli infortunati di nazionalità italiana e oltre 15mila gli stranieri, mentre sono 22.648 le donne. L’età più a rischio, anche in questo caso, è tra i 40 e i 54 anni.

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