Lutto nell'imprenditoria padovana, è morto Righetti: "Grande capitano d'industria"

Il presidente della Confindustria locale, Massimo Finco, ricorda il presidente di Nar Spa di Legnaro, leader nel settore dei nastri autoadesivi, figura storica dell'industria padovana e dell'associazione di categoria

Righetti nel 2015 riceve la cittadinanza onoraria a Legnaro

"Non sempre i grandi imprenditori sono grandi uomini. E non sempre i grandi uomini sono grandi imprenditori. Antonio Righetti è stato, insieme, l’uno e l’altro. Aveva l’occhio preveggente dell’imprenditore e il cuore della persona perbene che amava gli altri. Con la sua scomparsa ci lascia un amico e un punto di riferimento e l’industria veneta perde uno dei grandi imprenditori che ne hanno fatto la storia nel Dopoguerra: un uomo che ha saputo trasformare, con coraggio e lungimiranza, un piccolo laboratorio in un gruppo industriale internazionale, presente con i propri prodotti in 80 paesi, e al contempo mantenendo un fortissimo legame con il territorio di origine, riuscendo a essere sempre al passo con i tempi grazie a prodotti innovativi e al suo lavoro tenace e riservato, facendo di Legnaro la capitale mondiale del nastro adesivo". Così il presidente di Confindustria Padova, Massimo Finco ricorda Antonio Righetti, presidente di Nar Spa, figura storica dell’industria padovana e di Confindustria Padova, dove ha ricoperto negli anni incarichi istituzionali nella giunta, nella commissione di designazione, nella consulta dell’economia e nella società Sapi e ancora fino ad oggi nel consiglio generale, componente di nomina del presidente.

IL RICORDO. "Era persona buona, schietta, dai modi garbati - sottolinea Finco - che ha sempre avuto il senso profondo del valore sociale dell’impresa, crescendo la quale potrà crescere anche il benessere di quanti vi lavorano e del territorio nel quale si opera. Imprenditore di razza, era impressionante la sua attenzione ai prodotti. Curava tutto nei minimi dettagli. Questa concentrazione sull’attività industriale non lo ha mai distolto dalla dimensione umana. Diceva di avere due grandi motivi di soddisfazione personale: essere riuscito ad accompagnare fino alla pensione almeno un centinaio dei suoi dipendenti e ricevere spesso visite degli ex collaboratori. Mancherà moltissimo non solo a Legnaro - conclude - alla sua famiglia, ad Arrigo, Carlo Maria e Francesca, ma a tutti noi. La sua è la storia e la vita di un uomo ricco di valori e di un grande capitano di industria".

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