Malore fatale sul Grappa: stroncato da un infarto davanti ai figli, è morto in ospedale

Non ce l'ha fatta Simone Didonè, quarantaquattrenne di origine padovana e residente nel vicentino. Si è spento alcune ore dopo il ricovero d'urgenza al Ca' Foncello

Simone Didonè in una delle sue amate passeggiate all'aria aperta

Sabato l'incidente, ieri la notizia ancor più tragica: a ventiquattro ore dalla corsa in elicottero all'ospedale di Treviso è stato dichiarato il decesso dell'uomo recuperato sul monte Grappa.

La vittima

Simone Didonè, imprenditore di 44 anni, è stato vittima di un malore fatale mentre insieme ai due figli e un amico si trovava all'imbocco della ferrata Guzzella sul sentiero 102. Residente da anni a Cassola, era originario di Galliera Veneta dove ha sede la conosciutissima azienda di famiglia. Sposato e padre di tre figli, due maschi di 21 e 20 anni e una femmina di 12, era un grande appassionato di montagna: grande amante della natura e degli animali, adorava praticare sport all'aria aperta, dallo sci alle camminate.

Malore fatale

Sabato mattina, come tante altre volte, era partito con i figli maggiori e un amico per affrontare la Guzzella. Poco prima delle 11 il dramma: a pochi metri dall'attacco Simone avrebbe detto di sentirsi male, di avere il fiato corto. Si è prima seduto e poi accasciato a terra. Immediata la richiesta dei soccorsi, intervenuti con l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore perché quello trevigiano, in linea d'aria più vicino, era già impegnato altrove. I soccorritori hanno individuato l'uomo e la comitiva a quota 1.100 metri sul limitare del bosco. Gli operatori si sono calati con il verricello stabilizzando in loco il quarantaquattrenne. Una lunga manovra di rianimazione è stata tentata sul sentiero prima di caricarlo sull'elicottero alla volta del Ca' Foncello. Ricoverato in terapia intensiva per un sospetto attacco cardiocircolatorio, il quadro clinico è parso da subito molto grave. Alle prime ore di domenica i medici non hanno potuto far altro che dichiararne il decesso. Didoné avrebbe sofferto di alcune patologie cardiache, che non gli avevano mai impedito di praticare gli sport e le escursioni che tanto amava. La famiglia è molto conosciuta sia nel vicentino che nell'Alta Padovana.

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