Processo per la morte di Borrelli Assolto il responsabile sicurezza

A cinque anni dalla morte del dipendente della Gfc, azienda che aveva preso l'appalto degli armamenti ferroviari sulla linea Padova - Bologna, il giudice ha sollevato dall'accusa l'architetto Renzo Ferrara

È arrivata la sentenza del processo per la morte di Luigi Borrelli, un giovane lavoratore, morto nel cantiere di Campo di Marte, a Padova, folgorato dall'alta tensione, il 27 maggio del 2010. Borrelli era su una scala a pioli poggiata ad un pilone, ad un'altezza di 5 metri. Ad un certo punto è passato un treno a velocità sostenuta e lo spostamento d'aria lo ha risucchiato. Dopo essere caduto su un cavo dell'alta tensione è prima rimasto folgorato, poi precipitato a terra.

PROCESSO. Il processo è iniziato 4 anni fa, e la Fillea si è costituita parte civile. Nel corso delle udienze il pubblico ministero ha evidenziato pesanti irregolarità: il piano della sicurezza non consentiva l'utilizzo di scale, bensì di ceste metalliche; spettava a Rete ferroviaria italiana, che aveva messo in appalto il lavoro, sorvegliare sul'arrivo dei treni e allertare i lavoratori attraverso personale proprio, appositamente dedicato alla scorta costante degli operai edili dell'appalto; andava staccata la tensione lungo la tratta dei lavori.

ASSOLUZIONE. Nessuno di questi requisiti fondamentali per la sicurezza dei lavoratori sarebbe stato rispettato. E ciascuna violazione delle prescrizioni sarebbe stata decisiva per la drammaticità dell'incidente. Il pm ha considerato responsabile il coordinatore per la sicurezza, l'architetto Renzo Ferrara, secondo i verbali presente nel cantiere solo 3 volte in un anno. Di diverso parere il giudice, che ha assolto il responsabile per la sicurezza.

FILLEA CGIL PADOVA. “La nostra speranza – dichiara Sebastiano Grosselle della segreteria provinciale Fillea Cgil Padova – è che la famiglia di Luigi ottenga giustizia. Per questo valuteremo la possibilità di ricorrere in appello. Solo individuando le responsabilità per una tragedia, che non può restare senza colpevoli, possiamo evitare che quanto accaduto si ripeta in futuro".
 

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