Benedetti: «La marcia sul cambiamento climatico per far riflettere politica e cittadini»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

«Sabato 8 dicembre a Padova nel pomeriggio si terrà la marcia mondiale per i cambiamenti climatici, promossa di diverse comitati ed associazioni ambientalisti del Veneto. Mi auguro sia un evento molto partecipato dai cittadini e costituisca un’occasione di riflessione sia per la politica che per i cittadini».

La questione Veneto

Questo il pensiero della portavoce patavina Silvia Benedetti. «Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità pochi giorni fa ha affermato che restano circa 20 anni per salvare il pianeta dai cambiamenti climatici e dagli effetti devastanti che avranno sulla salute dell’uomo e dei territori. Il quarto rapporto nazionale USA sul clima ha evidenziato che solo negli Stati Uniti i fenomeni estremi dovuti al cambiamento climatico potrebbero cagionare danni a cose e persone per 500 miliardi di dollari l’anno. L’Italia deve prendere consapevolezza che non c’è più tempo da perdere. La politica deve porre in atto politiche nazionali e sul territorio rivolte alla tutela ambientale. Le grandi opere sono state spesso concepite con uno sguardo rivolto solo all’immediato e non al futuro. Il TAP è legato ad un utilizzo dei combustibili fossili e certamente non ad energie rinnovabili. In Veneto il MOSE già ora non funziona ottimamente e con un eventuale innalzamento dei mari si rivelerebbe praticamente inutile. Quella governata da Zaia è una delle regioni più inquinate d’Europa, in cui 20 anni di governo leghista hanno aumentato l’inquinamento dell’aria, dell’acqua, del suolo ed ha visto una cementificazione selvaggia e spesso inutile. Una presa di coscienza della situazione ed un radicale cambiamento dei comportamenti deve arrivare anche dai cittadini: tutti debbono fare la loro parte. E’ con i piccoli gesti quotidiani come attuare una corretta differenziazione dei rifiuti oppure non usare l’automobile per percorrere poche centinaia di metri che i cittadini possono contribuire a salvare il pianeta e quindi la propria salute e quella dei loro figli, che rischiano di trovarsi a vivere in un ambiente ostile», termina Benedetti.

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