Un nastro trasportatore in plastica rigida nell’impianto Etra a Camposampiero

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

Da diversi giorni è in funzione, nell'impianto di biotrattamento di Camposampiero, un prototipo di tappeto per nastro trasportatore industriale, realizzato in plastica dura riciclata.

PROGETTO RICICLO. Il materiale è stato conferito dai cittadini nell'ambito del progetto RePlaCe Belt, il cui obiettivo è quello di verificare le possibilità tecniche di recupero della plastica rigida, nel quadro del Programma Life+, promosso dall'Unione Europea, che prevede il finanziamento di progetti finalizzati a sostenere azioni per l'ambiente.

IL PROTOTIPO. Il nastro (solitamente realizzato in PVC, gomma sintetica o plastica vergine) è stato studiato per essere utilizzato da tutti i settori, dall'industria tecnica a quella alimentare, assicurando, grazie alle diverse possibili capacità di carico, l'efficienza alle sollecitazioni statiche e dinamiche. É stato installato nell'impianto di Camposampiero per essere sottoposto a test, che ne sperimenteranno la resistenza.

RIDUZIONE DEL SECCO. È possibile, dunque, riutilizzare la plastica dura, materiale che non viene classificato come imballaggio, non trova spazio nelle normali raccolte differenziate e finora finiva ad appesantire le quantità di rifiuto Secco. Al recupero di questo materiale Etra ha dato un impulso concreto attivando raccolte specifiche e realizzando uno studio del possibile flusso e degli scenari di raccolta e riciclaggio a livello nazionale.

NUOVE PROSPETTIVE. Altri partner del progetto hanno invece avviato la sperimentazione di un innovativo processo tecnologico per il riutilizzo di questa tipologia di plastica. "Nelle iniziative di raccolta abbiamo coinvolto fino ad oggi tredici Comuni, per oltre 130mila abitanti. - spiega il presidente di Etra Andrea Levorato - Gli utenti, in occasione della consegna dei nuovi contenitori per la raccolta differenziata, sono stati invitati a portare gli oggetti di plastica rigida che avevano in casa, rotti o inutilizzati, per contribuire al loro recupero. Più di 2.700 persone hanno conferito quasi 500 metri cubi di plastica dura, per circa 18 tonnellate. In parallelo, è stato progettato e realizzato il prototipo di tappeto per nastro trasportatore industriale in plastica dura riciclata. Ma se i risultati del progetto RePlaCe Belt potranno essere estesi alla produzione di altri manufatti in plastica rigida riciclata, sarà possibile un forte aumento dell'uso di questo materiale come materia prima secondaria, a vantaggio dell'ambiente". I risultati dello studio saranno presentati alla conferenza finale del progetto che si terrà a Ravenna a maggio in occasione della fiera "Fare i conti con l'Ambiente".

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