Latitante camorristico del clan Polverino nascosto a Brugine

Nicola Imbriani, napoletano 56enne, è stato arrestato ieri in un appartamento del comune piovese, dove era ospitato. In manette anche due persone che ne favorivano la latitanza. L'uomo investiva in edilizia privata i proventi dell'attività illecita

La camorra fa affari anche in Veneto, nel Padovano. I carabinieri del nucleo Investigativo di Napoli hanno catturato a Brugine il latitante Nicola Imbriani, napoletano 56enne di Quarto Flegreo, ritenuto esponente di spicco del clan camorristico dei “Polverino”, operante nell'hinterland a nord di Napoli e in varie zone d'Italia e in Spagna.

LATITANTE. Imbriani è considerato il braccio destro del capo clan Giuseppe Polverino, anch'egli latitante, in quanto si sarebbe occupato delle attività imprenditoriali del clan reinvestendo nell'edilizia privata i proventi delle attività criminali. Altre due persone che ne stavano favorendo la latitanza sono state arrestate. Una, Salvatore Sciccone, 51 anni, residente a Brugine ma originario di Mugnano (Napoli), gli stava dando ospitalità nel suo appartamento. L'altra, il suo autista-guardiaspalle, Giorgio Cecere, 36 anni, con precedenti, lo seguiva passo passo aiutandolo negli spostamenti.

IL CLAN. Un clan che uccide poco, quello dei Polverino, che così non dà nell'occhio, ma che gestisce affari da miliardi di euro, in Italia come in Spagna. Secondo quanto accertato dalle forze dell'ordine, nel quartier generale del clan, l'hinterland a nord di Napoli, c'è un'unica e incontrastata "compagnia di costruzioni", associazione di diverse imprese edili tutte riconducibili ai Polverino: imprese che possono lavorare "liberamente". Ed è proprio per condizionare a proprio vantaggio e soprattutto a vantaggio del sodalizio qualsiasi decisione politica legata allo sviluppo dell'edilizia nell'area flegrea, che Imbriani, nel 2007, finanziò anche la campagna elettorale di un candidato sindaco di una lista civica.

IL BLITZ E LA FUGA. Neanche un anno fa, nel maggio 2011, al boss Giuseppe Polverino i carabinieri sequestrarono un impero da un miliardo di euro: impero costruito attraverso il traffico di droga, le speculazioni edilizie, l'imposizione sul mercato dei propri prodotti, il pane e la carne ad esempio. E sempre a maggio scorso la cosca fu decimata, con ben 40 arresti, tra loro anche due candidati del centrodestra al consiglio comunale di Quarto. In quel blitz, sfuggirono sia il braccio destro, Imbriani, che il boss, “o barone”, latitante forse in Spagna e ancora ricercato.

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