Amnesty sul caso Guerra: "Madre Mauro come Ilaria Cucchi e Patrizia Aldrovandi"

Riccardo Noury, portavoce italiano della ONG, sostiene la battaglia legale della famiglia e ricorda com'è andata in altri casi simili

Riccardo Noury

Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, ha conosciuto personalmente la famiglia Guerra. Nel 2016 è stato a Carmignano di Sant'Urbano proprio per dare un segno di vicinanza da parte di Amnesty International. Lo raggiungiamo al telefono e lo sentiamo in una pausa della presentazione dell'annuale report globale dei diritti stilato dalla ONG. Un volume che riassume la condizione nei diversi Paesi. C'è anche un capitolo dedicato all'Italia.

Una storia italiana

Ha seguito, nonostante gli impegni di questi giorni, tra ospitate in radio e tv, la prima udienza del caso Guerra tenutasi a Rovigo. E non gli è piaciuto ciò che ha letto e sentito a riguardo: "Quante volte, in questi anni - ci dice Noury - ho ascoltato madri, sorelle, mogli denunciare che quello cui stavano assistendo era un processo alla vittima e non a chi era imputato del suo omicidio? Tante, troppe. Ne basterebbe una. E invece a Ilaria, Patrizia, Lucia, Domenica e altre coraggiose donne si è aggiunta Giusy Businaro, mamma di Mauro Guerra". Il riferimento è alle donne che hanno portato avanti battaglie per ottenere il minimo indispensabile, l'accertamento dei fatti che hanno portato alla perdita dei loro cari: Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e Federico Aldrovandi, giusto per citare gli esempi fatti da Noury.

L'udienza

É molto contrariato, il portavoce di Amnesty International Italia, riguardo l'andamento della prima udienza, e ci tiene a sottolinearlo. "Mauro, come sappiamo - prosegue Noury - è stato ucciso alla fine del luglio 2015 dall'allora comandante della stazione dei carabinieri di Carmignano di Sant'Urbano. Nei suoi confronti, ieri è iniziato il processo per omicidio colposo per eccesso di legittima difesa. Iniziato male, con l'avvocato dell'imputato a scandagliare la vita di Mauro Guerra per trovare l'appiglio, l'occasione, l'episodio che attenui, se non annulli, le responsabilità penali del suo cliente. Cose già viste. Uno strazio per i familiari di Mauro". 

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