Crisi, Belluco: "Con le Gacs la fine della Grecia. Istituire numero verde per chi non ce la fa"

Il presidente regionale di Confedercontribuenti: "Il Veneto ha l'8% della popolazione nazionale, vanta il 10% dell'economia nazionale, ma anche il triste primato dei suicidi nazionali. Dopo l'ennesima tragedia, quella del giovane Ivan, mettiamoci una mano sulla coscienza e aiutiamo chi ha problemi economici"

"Un numero nazionale e regionale gratuito anche da cellulare per aiutare le famiglie e gli imprenditori vessati da problemi bancari ed economici. Il Veneto ha l'8% della popolazione nazionale, vanta il 10% dell'economia nazionale, ma anche il triste primato dei suicidi nazionali. La Regione Veneto ha già il numero verde anti suicidi, 800334343, ma risolve solo problemi psicologici, non economici. Quindi, dopo l'ennesima tragedia, quella del giovane Ivan, mettiamoci una mano sulla coscienza". Parole di Alfredo Belluco, vicepresidente nazionale e presidente Veneto di Confedercontribuenti che chiede a gran voce al governo e al governatore Luca Zaia di impegnarsi il più presto possibile per aiutare debitori, risparmiatori e più in generale i cittadini in questa battaglia: "Al nostro, 800 814603, sia aggiunga presto anche l'altro".

Perchè il numero verde

Belluco non le manda a dire e specifica: "E' in Veneto che si sta focalizzando e concentrando il vero problema degli Npl, crediti deteriorati, e bisogna intervenire per aiutare la povera gente: solo per quanto accaduto con le banche venete ci sono 112mila soggetti, di cui 21mila aziende sotto i 100mila euro e 25mila aziende in totale, che rischiano di saltare per questi Npl che le banche venete "avanzano" ma che, come accade spesso, non sono dovuti. A Padova si parla di Npl per 4,2 miliardi, 18 miliardi in Veneto, 350 miliardi di euro in tutta Italia. Ma attenzione perchè non ci sono solo i debitori che hanno già pagato o sono in procinto di pagare: ci sono anche coloro che non sanno di essere debitori. Tutti gli Npl devono essere analizzati e respinti a priori. Le banche usano la segnalazione alla Centrale dei Rischi come arma di ricatto per far pagare presunti crediti, molto spesso già pagati, oppure dove la Banca o il recupero crediti non ha nulla in mano come documentazione. Chiederemo l'arresto per tentata estorsione a chi chiede un presunto credito intriso di illeciti, truffe e usura. E chiederemo l'innalzamento a minimo 6 anni di reclusione per usura e ogni banca deve avere il responsabile per questo odioso reato". Alfredo Belluco e il suo omologo Alessandro Ciolfi consigliano di "non pagare nessuna banca o recuperatore ed esigere con forza la documentazione che attesta il presunto credito: devono fornire loro le prove del presunto credito e di come si è formato", spiegano.

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Gacs

Belluco torna poi sulla questione Gacs (garanzie dello Stato sui presunti debiti che potranno essere contestati o non esigibili) e tratteggia una situazione "pericolosa": "E' suicida che lo Stato, nella persona dell'ignaro risparmiatore, debba garantire sulle sofferenze bancarie da decine di miliardi di euro. E' una follia voluta da Renzi -Padoan e continuata dal ministro Tria: è inammissibile allora che il governo che si dice del "cambiamento" continui con le malefatte di quelli precedenti per favorire le banche che hanno distrutto le famiglie e il risparmio. Seguire le indicazioni del presidente dell'ABI Antonio Patuelli, che vuole più scelte europeiste in politica economica, ci porterà a fare la fine della Grecia".

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