Omicidio Noventa, nuovi guai per Debora: a rischio licenziamento dalla coop di pulizie

La cooperativa di cui era dipendente vuole licenziarla e per farlo sarebbe in corso una delicata trattativa davanti all'Ispettorato territoriale del lavoro. Intanto martedì il suo avvocato esporrà la difesa in aula

Debora Sorgato

Mentre è in pieno svolgimento il processo che vede i fratelli Freddy e Debora Sorgato e la tabaccaia veneziana Manuela Cacco sul tavolo degli imputati l'omicidio di Isabella Noventa, la segretaria 55enne di Albignasego scomparsa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio dello scorso anno, altri guai in vista per la sorella dell'autotrasportatore ballerino.

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LICENZIAMENTO. Come riportano i quotidiani locali, la cooperativa per i servizi di pulizia di cui Debora Sorgato era dipendente vuole licenziarla e per farlo sarebbe in corso una delicata trattativa davanti all'Ispettorato territoriale del lavoro di Padova. Se la sentenza fosse a suo sfavore, la cooperativa potrà licenziarla con effetto immediato.

PROCESSO. Nel frattempo, il 6 giugno prossimo, il legale difensore di Debora Sorgato, esporrà al giudice Tecla Cesaro la sua difesa. Nel corso della prima udienza, Freddy Sorgato aveva presentato un manoscritto di cinque pagine, fornendo la sua versione dei fatti sulla notte in cui morì la segretaria di Albignasego. Nella seconda udienza, invece, i fratelli e la tabaccaia veneziana non avevano tradito alcuna emozione, ascoltando impassibili la lettura delle oltre 300 pagine di requisitoria. Secondo il pm Falcone il movente dell'omicidio sarebbe la gelosia. Un sentimento che avrebbe spinto Debora Sorgato ad uccidere Isabella, gelosa del rapporto con il fratello, e al tempo stesso preoccupata che la donna si potesse attaccare ai soldi di Freddy. Non solo, a monte ci sarebbe stato anche un sentimento di rabbia per le pene d'amore del fratello. Lo stesso sentimento avrebbe mosso anche Manuela Cacco, gelosa del rapporto tra Freddy (di cui lei era l’amante) e Isabella.

IN AULA. Nel corso della terza udienza, invece. il pm Giorgio Falcone ha fatto la sua richiesta pene per i tre imputati. Nella quarta udienza, infine, il legale della famiglia Noventa Gian Mario Balduin, ha chiesto 3 milioni e 300mila euro di risarcimento, mentre l'ex marito di Isabella, Piero Gasparini, assisstito dall'avvocato Ernesto De Toni, ne ha chiesti 150mila. Nella quinta la parola è passata all'avvocato difensore di Manuela Cacco, Alessandro Menegazzo, il quale ha sostenuto che la sua assistita non sarebbe stata a conoscenza degli intenti delittuosi dei fratelli Sorgato, scoperti solo ad omicidio compiuto. Sempre secondo il legale, questi ultimi avrebbero usato la donna, convincendola ad indossare i vestiti di Isabella per mettere in atto la messinscena davanti alle telecamere in centro a Padova. Un dettaglio riemerso durante l'arringa è quello delle presunte minacce ricevute dalla veneziana durante la permanenza nel carcere di Verona: intimidazioni avvenute per interposta persona ma la cui paternità sarebbe da attribuire a Debora Sorgato.

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