Omicidio Trebaseleghe, Luigi Sibillo dal carcere: "Ho ucciso per un raptus di gelosia"

L'uomo accusato dell'omicidio di Natasha Bettiolo avvenuto lo scorso 18 maggio ha deciso di parlare per la prima volta. Il 34enne di origini napoletane è accusato di omicidio premeditato

“Quando l’ho vista ho avuto un momento di smarrimento. Un raptus. Volevo ucciderla, morire con lei. Ho pensato di farla finita, prima lei e dopo io. Ero innamoratissimo”. Sono le parole di Luigi Sibillo, l’uomo che il 18 maggio scorso ha ucciso Natasha Bettiolo a Trebaseleghe. Come riportano i quotidiani locali è questa la tesi difensiva del pizzaiolo che ha ammazzato la donna di cui si era invaghito.

OTTO COLPI. Il 35enne di origine napoletane, ha colpito con una coltellata al ventre la cuoca davanti alla scuola di Trebaseleghe dove Natasha lavorava come cuoca, infierendo su di lei sul ventre e sul collo. Poi ha tentato di farla finita puntandosi la lama sulla pancia, ma lo strato di grasso l’ha salvato. La quarantaseienne di Massanzago è morta sul colpo: è stata ferita alla trachea e alla giugulare che sono state recise con 8 colpi. L’uomo, per sua volontà, è stato interrogato al Due Palazzi dal pm  Roberto Piccione e difeso dall’avocato Samuel Lorenzetto.

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LA PREMEDITAZIONE. Sibillo è accusato di omicidio premeditato, proprio perché era partito da casa con quella che poi si è rivelata l’arma letale. I due avevano avuto una rapporto di pochi mesi quasi un anno fa. L’amicizia si era interrotta circa 5 mesi fa e l’uomo era andato a vivere di nuovo a Napoli. Un mese prima dell’omicidio sarebbe tornato nel padovano, cercando di rimettersi in contatto con Natasha. La donna non ne voleva sapere di riallacciare il rapporto, motivo questo, che avrebbe scatenato la gelosia omicida dell’uomo che si è detto innamoratissimo della 46enne e che dopo averla uccisa voleva togliersi la vita. Il 29 maggio l’omicida, durante l’interrogatorio di garanzia, si era avvalso della facoltà di non rispondere.

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