Aggressione del 25 aprile, perquisiti tre militanti del centro sociale Pedro

Ci sarebbero tre noti attivisti del Pedro fra gli aggressori di via Gritti. É quanto emerge dall'indagine della Digos che ha individuato parte degli autori del pestaggio. Il centro sociale si dice perplesso. La leghista Ghidoni promette una raccolta firme

La Digos di Padova ha individuato tre persone ritenute responsabili dell'aggressione e del pestaggio ai danni di Nicolò Calore e Alberto Bortoluzzi la notte del 25 aprile in un locale del centro storico. Sono membri noti del centro sociale con sede in via Ticino, che ha espresso perplessità sull'operazione.

Le perquisizioni

Percosse e danneggiamento in concorso sono le accuse mosse contro i tre attivisti tra i 25 e i 35 anni che martedì mattina hanno visto presentarsi alle loro porte gli agenti della questura. Su mandato della procura ne sono state perquisite le abitazioni. In una di queste sono stati recuperati alcuni indumenti indossati da uno dei militanti durante l'attacco, descritti dai testimoni e ripresi dalle telecamere di zona.

Indagini in corso

Il cerchio dunque si stringe attorno ai responsabili dell'attacco ai danni di Calore, ex consigliere comunale e vicino alla Lega, e Alberto Bortoluzzi, referente provinciale di CasaPound. Le indagini proseguono per identificare anche gli altri protagonisti dell'azione, poichè stando alle testimonianze vi avrebbe partecipato almeno una decina di persone. Da chiarire anche se vi sia stata, come vorrebbero alcune versioni, una provocazione da parte degli aggrediti mentre entrambi i gruppi si trovavano nel locale.

I fatti

L'episodio si è consumato all'1.30 della notte tra il 25 e il 26 aprile all'interno del bar Straße di via Gritti, nel Ghetto. Poche ore prima si era svolta nella vicina piazza delle Erbe la manifestazione antifascista promossa dai collettivi di sinistra in occasione della festa della Liberazione. Dentro il locale si trovavano Bortoluzzi e Calore in compagnia di altri tre amici quando sarebbero stati riconosciuti e puntati da un gruppo di militanti di sinistra. Questi ultimi li avrebbero aggrediti gridando «Fascisti», ferendo all'orecchio l'esponente di CasaPound e danneggiando lievemente una sedia e una porta. In pochi secondi, spostata la rissa in strada, i picchiatori si sarebbero dileguati.

Le reazioni

L'accaduto ha sollevato un polverone nel mondo politico locale e non solo. Il primo a renderlo noto è stato il senatore leghista Andrea Ostellari, che oggi ha aggiunto: «La condanna delle violenza non basta. Servono atti». Pur senza mai esprimere una esplicita rivendicazione, il Pedro aveva giudicato il pestaggio «Una reazione a una provocazione fascista» lasciando intendere un precedente legato alle due persone aggredite con uno scambio di battute fra le due fazioni.

Il commento del Pedro

Nel pomeriggio il centro sociale ha preso posizione in merito alla vicenda, commentando le perquisizioni. «Siamo stupiti dall'efficientismo delle forze dell'ordine e della magistratura e ci chiediamo da cosa possa essere generato così tanto zelo» si legge nella nota «Non ci stupisce invece l'ansia dei giornali ad indicare dei colpevoli certi, cosa tutta da dimostrare», hanno concluso.

Ghidoni: raccolta firme

Sulla questione è intervenuta anche Paola Ghidoni, candidata leghista al Parlamento europeo e promotrice della passeggiata contro la violenza indetta per sabato scorso, poi rinviata dopo la provocatoria adesione da parte del Pedro. «Se quanto emerso dovesse trovare riscontro, anche alla luce delle dichiarazioni dei militanti, inizieremo una raccolta firme per chiedere all’amministrazione di agire. L’uso di spazi pubblici, cioè di tutti i padovani, non può essere concesso ai violenti» ha commentato.

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