Sei pietre d'inciampo davanti al Bo per ricordare le vittime dell'Olocausto

In occasione del Giorno della memoria, l'artista Gunter Demnig ha posizionato i celebri sampietrini in ottone durante una commossa cerimonia alla presenza delle autorità

Sei pietre d'inciampo davanti alla sede centrale dell'Università di Padova per ricordare docenti e studenti dell'ateneo vittime della Shoah. Come riportano i quotidiani locali, una folla commossa ha partecipato alla posa dei sampietrini in ottone realizzati dal tedesco Gunter Demnig e battezzati Stolpersteine, che significa, appunto, inciampo.

I PROTAGONISTI.

Augusto Levi e Alberto Goldbacher i docenti, Nora FinziGiorgio Arany, Giuseppe KroòPaolo Tolentino gli studenti. Triestina la prima e stranieri gli altri, avevano tutti trovato in Padova una seconda patria, prima di essere espulsi a causa delle leggi razziali e deportati e uccisi ad Auschwitz tra il 1943 e il 1944. Quella della collocazione delle pietre d'inciampo commemorative è una tradizione portata avanti dal 2015, ma l'evento di ieri mattina è stato una novità perchè per la prima volta ha avuto come protagonisti uomini e donne che non risiedevano in città. In precedenza infatti, Gunter Demnig aveva già personalmente posizionato diversi memoriali fuori dalle abitazioni di cittadini padovani vittime del nazifascismo, mentre quest'anno sono state scelte personalità legate a Padova dallo studio. Simbolico anche il sito scelto, davanti al portone principale di palazzo Bo.

L'INIZIATIVA.

I sampietrini ricoperti di ottone recano le incisioni "qui insegnava" o "qui studiava" con i dati delle vittime e si aggiungono a quelli già collocati nelle vie Roma, via San Martino e Solferino e via Petrarca, oltre ai 61mila presenti in tutta Europa. L'iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione tra la Comunità ebraica di Padova, l'università, il Comune e l'Istituto italo-tedesco con il liceo Tito Livio.

UN GESTO SIMBOLICO PER NON DIMENTICARE.

"Noi siamo dove abitiamo, ma siamo anche quello che facciamo. L'università è un altra forma di casa, più collettiva", ha dichiarato il rettore Rosario Rizzuto alla stampa locale durante la cerimonia, sottolineando la necessità di mantenere viva la memoria storica collettiva. Dello stesso parere anche il sindaco Sergio Giordani che, citando Primo Levi, afferma: "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Bisogna conoscere e sapere quello che avvenne perchè non si ripeta più". Sull'importanza di azioni concrete per non dimenticare - o peggio, negare - gli orrori dell'Olocausto è intervenuto anche Gianni Parenzo, presidente della Comunità ebraica di Padova, facendo riferimento all'elezione di Liliana Segre a senatrice a vita. Ha concluso la commemorazione la lettura delle biografie e degli scritti delle sei vittime, da parte di tre ex studenti del liceo Tito Livio, coordinati dalla professoressa Maria Rosa Davi. Davanti a palazzo Bo erano presenti i rappresentati di tutte le maggiori istituzioni locali: il sindaco con il vice Lorenzoni e l'assessore Andrea Micalizzi, il presidente della Camera di commercio Zilio, il parlamentare Alessandro Zan, il presidente della Fondazione Cariparo Antonio Finotti, il rettore Rizzuto e il presidente della Comunità ebraica di Padova Gianni Parenzo, per esortare l'intera comunità a ricordare gli orrori perpetrati durante il fascismo.

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