Primo prelievo di sangue durante un'immersione subacquea: i test a Y-40

Nella piscina più profonda del mondo, il team medico DAN è sceso in una delle grotte a -6 metri per effettuare i rilevamenti. Nei prossimi giorni si svolgeranno le analisi cliniche

I ricercatori hanno continuato gli studi avviati sulla fisiologia della decompressione e sul ruolo giocato dall'ossido nitrico nella regolazione dei fenomeni metabolici e del flusso sanguigno. Questa volta la novità è stata rappresentata dal voler andare oltre i test già effettuati, proponendone di nuovi. In particolare, è stato interessante provare ad effettuare prelievi sanguigni non solo nel pre e nel post immersione, ma proprio durante il tuffo.

LA "SFIDA"

Ad oggi non esistono studi scientifici che abbiano analizzato il contenuto del sangue prelevato direttamente in immersione. Si dà per scontato che quanto osservato dopo un’immersione sia frutto di modificazioni avvenute nel tempo trascorso sott'acqua. Ma è davvero così? Il team Dan Research con la collaborazione del professor Michele Samaja e del dottor Andrea Brizzolari - Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano - il cui Comitato Etico ha approvato questo test suggestivo, innovativo ed affascinante, ha raccolto la "sfida".

IL PRELIEVO.

"La fase di preparazione - spiegano - è stata impegnativa e ha visto la scelta del team, guidato dal dottor Danilo Cialoni, oltre a quella delle attrezzature e delle procedure da mettere in atto. Si è iniziato con il set-up di ago-cannule per i subacquei, assicurando l'idoneità al contatto con l'acqua e in pressione. L'immersione è avvenuta entro i limiti della curva di sicurezza, dopo la quale è iniziata una lenta risalita, fino al raggiungimento della grotta di Y-40® (-6m) utilizzata come insolito laboratorio di ricerca. Due nostri research Specialist, Gianpaolo Cosci e Massimo Pula - hanno spiegato - hanno, quindi, scaricato quattro bombole d'aria compressa nella grotta, in modo da creare una bolla d’aria che permettesse di lavorare. Si è proceduto con il prelievo di sangue venoso a tre subacquei, provetta dopo provetta. A questo punto Massimo Pieri ha preparato lo scafandro, realizzato per l'occasione dall'ingegner Ezio Giuffré di H2 Tech allo scopo di portare le provette in superficie in tutta sicurezza. Infine, il dottor Brizzolari ha raccolto i materiali, centrifugato il sangue raccolto sul posto e separato il plasma, oggetto della nostra investigazione. Altri prelievi sono stati effettuati subito dopo l'immersione ed ancora dopo 30 minuti dall'emersione".

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ANALISI.

"Il tutto - concludono - si è realizzato in assoluta sicurezza coerentemente al progetto costituito con Y-40® Open Lab, che utilizza i locali della piscina da Guinness dei Primati come laboratorio ideale per effettuare ricerca a grandi profondità, fino a circa -42 metri, sfruttandone i 4.300 mc di ambiente protetto in acqua termale, oltre che l'ambulatorio esterno". Nei prossimi giorni si svolgeranno le analisi cliniche. I dati preliminari saranno utili per meglio definire il protocollo di ricerca, che coinvolgerà in tutto 20 subacquei. Lo studio va ad inserirsi nel più ampio progetto di ricerca denominato SkiScubaSpace, che coinvolge ancora una volta tra i principali attori DAN e Y-40® The Deep Joy nell'indagare le variabili fisiologiche in ambienti estremi.

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