Case popolari, la protesta non si placa davanti all'Ater: «Zaramella vieni fuori»

Sono tornati ad assieparsi in via Raggio di Sole inquilini e rappresentanti dei comitati che da inizio luglio manifestano per invocare la soppressione della legge regionale 39/2017

Alcuni partecipanti al presidio davanti alla sede dell'Ater

L'appuntamento del mercoledì è stat posticipato di un giorno, dopo la protesta che sabato aveva visto un centinaio di manifestanti a volantinare in Prato della Valle e in seguito riuniti davanti a palazzo Moroni.

Il sit-in

Erano una cinquantina, uomini e donne, anziani e giovani, davanti all'ingresso della sede padovana dell'ente per l'edilizia territoriale. Il motivo resta sempre lo stesso: chiedere ad Ater di ricevere gli inquilini e alla Regione Veneto di sospendere l'applicazione della legge che dal 1 luglio ha imposto un aumento dei canoni di affitto per migliaia di nuclei familiari a fronte del nuovo calcolo del redditto. I manifestanti, insieme ai rappresentanti di Rifondazione Comunista e di Sportello Meticcio, hanno imbracciato i cartelli e, al suono dei fischietti che hanno contraddistinto il sit-in, chiesto a gran voce che il presidente Gianluca Zaramella uscisse all'esterno. Richiesta non esaudita, perché a dire dell'ente Zaramella non si trovava in sede. Il gruppo si è trattenuto per circa due ore mentre polizia, carabieri e polizia locale vigilavano sul perimetro del piazzale. La protesta, proseguita pacificamente, si è svolta in concomitanza con Verona e Rovigo in forza del vincolo di unione promosso dal coordinamento dei comitati in tutta la regione.

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