Attivisti in presidio sotto la sede dell'Ater contro lo sgombero di InfoSpazio ChinaTown

Un gruppo di sostenitori dell'associazione che opera da anni nel quartiere Palestro si è radunato a porta Savonarola per contestare lo sfratto e chiedere che si trovi una soluzione

Lunedì mattina un gruppo di membri e sostenitori di InfoSpazio ChinaTown si è riunito sotto la sede dell'Ater per protestare contro lo sgombero della sede di piazzetta Toselli avvenuto lo scorso giovedì.

Il presidio

Il sit-in di protesta è stato organizzato dalla stessa associazione per manifestare contro la decisione dell'azienda dell'edilizia territoriale e chiedere spiegazioni e soluzioni. Alle 10 l'appuntamento a porta Savonarola, a cui non era presente il presidente Ater, Gianluca Zaramella, che contattato al telefono ha commentato: "Noi siamo disponibili a incontrare tutti, così faremo anche mercoledì. É nella nostra filosofia dialogare e cercare di risolvere i problemi, quando è possibile". 

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I primi risultati

L'assenza di Zaramella è stata dovuta alla volontà di non anticipare i temi di discussione che verranno affrontati nell'incontro fissato per mercoledì alle 12.30 per un confronto diretto tra le parti. Stasera alle 20.30 alla sala di via Astichello la delegazione di InfoSpazio sarà invece presente all'incontro tra giunta comunale e cittadinanza, per chiedere direttamente al sindaco di prendere posizione in merito alla situazione dopo il no comment di giovedì.

I fatti

Lo sgombero di giovedì è stato solo l'ultimo atto di una vicenda complessa, che vede contrapposti l'Ater e l'associazione Nicola Pasian, che i locali di piazzetta Toselli li aveva in concessione dal 1998. Nel 2016 l'inchiesta e le accuse per associazione a delinquere, poi cadute, che hanno colpito alcuni attivisti nell'ambito delle proteste per il diritto alla casa. L'Ater aveva messo i sigilli allo stabile, poi forzati dai membri del collettivo che avevano cercato - pare senza riscontro - di contattare più volte l'azienda per chiarire la situazione e tornare a pagare l'affitto, occupando legittimamente gli spazi. Il rapporto è andato via via logorandosi fino allo sfratto esecutivo per morosità di giovedì. Quel giorno c'è stata una forte contestazione a cui è seguito un corteo improvvisato fino alla sede dell'Ater e le attività di InfoSpazio sono proseguite nei giorni scorsi nella zona all'esterno delle stanze sequestrate.

Le parole dei manifestanti

"Dopo due anni finalmente incontreremo il commissario Ater. Un incontro ufficiale dopo due anni di silenzio. Abbiamo chiesto più volte di avere un incontro. Ho contattato anche l'assessore Marta Nalin e stiamo aspettando una risposta. Noi chiederemo l'assegnazione di una sede ma dentro il quadrato. Noi siamo nati lì, cresciuti lì, viviamo lì. Ed è in quel quartiere che da vent'anni facciamo attività". Cosa chiederete quindi, mercoledì: "Noi non siamo lì per hobby, non facciamo come molti hanno fatto, aprire la sede di un'associazione per poi andare via. Noi le attività vogliamo continuare a farle nel nostro quartiere". Oltre alle attività culturali e sociali, c'è anche la battaglia sul diritto alla casa: "All'Ater è naturale che non stiamo simpatici. Noi combattiamo contro le speculazioni, contro le case abbandonate, le svendite delle case, i 27 alloggi sfitti, solo tra la piazzetta e le vie limitrofe. Hanno tutto l'interesse a farci fuori. Noi denunciamo la speculazione che stanno mettendo in atto e gli sfratti a danni di persone che già sono difficoltà. Ci sono qui persone di famiglie che rischiano lo sfratto perché hanno richiesto di dilazionare i pagamenti perché magari hanno perso il lavoro. Stiamo parlando di un quartiere popolare che è molto vicino al centro. É chiaro che faccia gola".

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