Profughi, 17 nella piccola frazione di Terrassa: il sindaco non ci sta

Vengono da Nigeria, Mali, Magreb, Pachistan e da sabato, in più tranche di arrivi, sono stati alloggiati in due appartamenti e in una abitazione sfitti ad Arzercavalli. Il primo cittadino leghista alza la voce e chiede controlli

Sono 17, arrivati in più tranche da sabato scorso. Provengono dal centro Africa, Nigeria e Mali, dal Magreb, dal Pachistan. Sono giovani, nessuna donna o minore. Sono i profughi che, tramite la cooperativa padovana Popolus, la prefettura ha destinato alla frazione di Arzercavalli di Terrassa Padovana, dove sono stati distribuiti in tre abitazioni private che risultavano sfitte: due appartamenti in una palazzina in via Maran e una casa singola fino a qualche tempo fa abitata da un'anziana con la sua badante in via Navegauro. Diciassette extracomunitari che, nella piccola comunità del Conselvano di circa 800 anime, è difficile non vengano subito notati. Tant'è che il sindaco, Modesto Lazzarin (Lega Nord), è stato informato del loro arrivo direttamente dai propri concittadini, stupiti dall'improvvisa e massiccia presenza di stranieri che circolava a spasso per il paese.

lazzarin_modesto terrassa-2IL SINDACO CHIEDE DEI CONTROLLI. "Sono molto rammaricato - commenta il primo cittadino del Carroccio - non condivido le metolodogie che si stanno adottando a livello nazionale per gestire queste emergenze e a livello locale tramite le prefetture. Come sindaci nemmeno ci avvisano. Non parliamo di razzismo, o mancata volontà di integrare persone che sono in difficoltà, penso però che in questo modo i diritti umani siano calpestati per tutti, qua c'è qualcuno che ne lucra e ne approfitta. Le persone che sono arrivate da noi sono spaesate, a mille miglia da casa, chissà cosa hanno passato per arrivare qui, ma più di portargli un pasto caldo, chi li ha in gestione non fa, sono qui che girovagano per il paese. Quanto dovrebbero rimanere qui non lo sappiamo, i tempi non si profilano corti, l'iter per verificare i requisiti per rilasciare loro l'eventuale permesso da rifugiati parte da un minimo di 6 mesi. Io ciò che posso e voglio fare, se ho la disponibilità dei tecnici comunali e dei vigili urbani, è la verifica dei requisiti dei luoghi per essere abitati. In un appartamento ci stanno nove persone adulte con tre locali e un servizio, mi chiedo se sia a norma".

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