Continua la protesta dei profughi dell'Hotel Paradiso: nuovo incontro con il sindaco

Il primo cittadino ha avuto un altro confronto con i richiedenti asilo di Noventa Padovana e si dichiara aperto a collaborare per risolvere la situazione nel minor tempo possibile

Nuovo confronto nella giornata di ieri tra il sindaco Alessandro Bisato e i profughi ospitati all'interno dell'Hotel Paradiso, che chiedono condizioni di vita migliori e il rilascio dei documenti di identità.

La protesta.

Lunedì scorso una cinquantina di persone era scesa in strada per protestare, con l'intenzione di dirigersi alla sede comunale per incontrare il primo cittadino. Lo stesso Bisato, con il supporto dei carabinieri che hanno tenuto sotto controllo la marcia, era riuscito a convincere i richiedenti asilo a tornare nella struttura, dove si era svolto un primo colloquio per ascoltarne le richieste.

Il confronto.

Ieri il sindaco, insieme ai rappresentati della cooperativa che gestisce la permanenza dei profughi e alle forze dell'ordine, si è recato nuovamente nella struttura alberghiera per un ulteriore incontro. "Sono state avanzate diverse richieste, alcune del tutto leggittime e altre di più complessa gestione che, come quelle già espresse lunedì scorso, sono state valutate anche dal punto di vista giuridico", afferma Alessandro Bisato. La posizione del Comune è di massima apertura nei confronti di una situazione che rimane estremamente delicata e il sindaco è intenzionato a portare avanti il confronto. "Quello di ieri è stato un incontro alla pari - aggiunge -, senza alcuna pressione. I profughi chiedono, come è nei loro diritti, di ottenere i documenti e stiamo lavorando in sinergia con la cooperativa per portare avanti l'iter".

I documenti.

Come previsto da circolare ministeriale, dopo novanta di giorni di permanenza in una struttura di accoglienza i richiedenti asilo hanno il diritto di richiedere la residenza anagrafica collettiva, come accade anche nel caso di caserme o conventi, ma la procedura di rilascio non è gestita dal Comune, bensì dall'Ufficio anagrafe. "La scelta della residenza collettiva è vantaggiosa non solo per la cooperativa, ma anche per i profughi stessi, poichè prevede tempi di rilascio brevi e, nel momento in cui uno dei soggetti venisse spostato dall'alloggio, sarebbe sufficiente registrare il trasferimento, mentre nel caso di un documento di indentità individuale la procedura prevederebbe tempi molto più lunghi", prosegue il sindaco. "La carta d'identità personale, voluta da alcuni dei richiedenti asilo, resta una soluzione possibile e legittima, ma può essere concessa soltanto a chi ha una prospettiva lavorativa concreta e si sta attivamente inserendo nel tessuto sociale locale". Per il momento dunque la trattativa prosegue e la vicenda dovrebbe risolversi in breve tempo.

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