Profughi, inchiesta sul bando: i vertici della cooperativa indagati per truffa e falso

L'ipotesi accusatoria è che i responsabili di Ecofficina abbiano alterato dei documenti presentati al comune di Due Carrare per ottenere l'assegnazione della gara di accoglienza

Profughi in questura a Padova (foto: archivio)

Truffa aggravata e falso in atto pubblico. Sono le ipotesi di reato per i quali risultano iscritti nel registro degli indagati i due vertici di Ecofficina, la cooperativa che gestisce l'accoglienza dei profughi all'ex caserma Prandina di Padova e nella dismessa base dell'aeronautica a Bagnoli.

CARTE ALTERATE? Nel mirino della procura di Padova il bando Sprar a Due Carrare, ovvero la gara, bandita ad inizio febbraio, per l'assegnazione di 20 posti del Servizio di protezione richiedenti asilo e rifugiati. L'ipotesi accusatoria è che abbiano alterato dei documenti presentati al Comune per vincere l'appalto. La convenzione tra la cooperativa e la Prefettura risulterebbe siglata il 6 gennaio 2014. La data indicata sulla carta, precedente all'arrivo dei profughi, risulterebbe anomala. Sarà da accertare se se sia vero o si sia stato contraffatto. I carabinieri avebbero pertanto perquisito la sede della cooperativa a Battaglia Terme, il municipio di Due Carrare e le abitazioni dei due indagati al fine di raccogliere la documentazione utile a chiarire la vicenda.

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