Profughi: alberghi e volontari per evitare lo spettro delle tendopoli Padova: "Basta richiedenti asilo"

Tavolo regionale in prefettura lunedì. Cuttaia: "Avanti con l'ospitalità diffusa". L'assessore comunale Brunetti: "Evitare le requisizioni". Il governatore Zaia: "Ormai è muro contro muro, noi diciamo no"

Il tavolo tecnico a Venezia

A un certo punto sindaci e rappresentanti delle forze dell'ordine se ne sono andati e sono rimasti solo loro. Un'ora abbondante di faccia a faccia tra prefetti veneti, per gestire un'emergenza che dopo le tragiche notizie delle ultime ore potrebbe acuirsi sempre più. Ma la ricetta, almeno ufficialmente, per ora non cambia: si punterà sull'ospitalità diffusa. Su alberghi e associazionismo. Le uniche leve su cui per ora si poggia la macchina degli aiuti, ma lo spettro di tendopoli e caserme per forza di cose ha continuato ad aleggiare lunedì mattina a Ca' Corner, sede della prefettura di Venezia.

IL PREFETTO DI VENEZIA. Dalle 11 è infatti iniziato il tavolo di coordinamento regionale sui migranti, per fare il punto su ciò che è stato fatto e, soprattutto, per capire ciò che si dovrà fare. Nelle stesse ora cinquanta profughi su un pullman erano arrivati al parcheggio della Metro di Marghera, venendo smistati tra le varie province venete. "Proseguiamo sulla strada che abbiamo fin qui seguito. Un'accoglienza diffusa sul territorio per evitare concentrazioni o forme che sarebbero percepite in maniera negativa dalla popolazione, come requisizioni o quant'altro - ha spiegato il prefetto Domenico Cuttaia - Per mantenere questa linea c'è bisogno anche della collaborazione di tutti e dei sindaci in particolare. Nel corso dell'ultima settimana sono arrivati 400 migranti dei 700 che erano stati preannunciati, che rientrano nella quota assegnata al Veneto".

IL COMUNE DI PADOVA. Molti sindaci hanno disertato l'incontro. Presente, invece, per Padova, l'assessore al Sociale, Alessandra Brunetti: "Facciamo già tantissimo specialmente per quanto riguarda la tutela e l'accoglienza di minori non accompagnati. Ho ribadito al prefetto Cuttaia che non siamo disposti ad accettare altri richiedenti asilo. Non ci può essere accoglienza senza possibilità di integrazione e convivenza: scaricare sui comuni centinaia di stranieri come se fossero un pacco e poi lavarsene le mani non aiuta nessuno e non significa essere solidali, ma semplicemente nascondere un problema che tenderà a riemergere sotto le forme del disagio sociale, del degrado e della criminalità. Ho anche insistito su un concetto: va evitata qualsiasi requisizione di spazi pubblici ovvero privati, perché essa creerebbe un doloroso precedente e una frattura insanabile fra cittadini ed enti locali, da una parte, e Stato centrale, dall'altra".

ZAIA. "È tempo di cambiare strategia - ha spiegato il presidente della Regione Luca Zaia - O andiamo a prendere queste persone direttamente in Libia per garantire la loro incolumità, strada ovviamente non percorribile; oppure collaboriamo alla costruzione di campi profughi lì, sulle coste africane: ma l'Italia e l'Europa abbiano l'autorevolezza di trovare interlocutori. Mi rifiuto di credere che non ci sia la possibilità di creare una zona franca lì". E sulla possibilità di utilizzare le ex caserme come luogo di accoglienza ha specificato: "Non sono una strada praticabile, nei mesi scorsi abbiamo certificato che sono delle discariche a cielo aperto".

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