Prostituzione maschile al cinema Ducale: assolti i titolari accusati di favoreggiamento

In seguito alle segnalazioni dei residenti, nel 2012 il blitz della polizia locale di Padova nella struttura di via Facciolati da anni riconvertita nella programmazione a luci rosse

Nessun favoreggiamento della prostituzione e, quindi, assolti perchè il fatto non sussiste. Mercoledì, come riportano i quotidiani locali, il tribunale di Padova si è espresso sul caso dei due gestori di origine africana, provenienti dalla Costa D'Avorio e dal Congo, del cinema Ducale di via Facciolati a Padova che fu chiuso e sequestrato nel 2012 dopo che la polizia locale scoprì alcuni giovani stranieri intenti a consumare rapporti sessuali con i clienti della sala a luci rosse. Il blitz era scaturito a seguito di svariate segnalazioni giunte dai residenti della zona. Non sarebbero però state raccolte prove sufficienti ad accertare che i gestori sapessero di questo giro di prostituzione.

L'ACCUSA. Secondo l'allora pm Vartan Giacomelli, i titolari del cinema sarebbero stati a conoscenza del giro di prostituzione e lo avrebbero favorito: i ragazzi che si vendevano per qualche decina di euro entravano gratuitamente nel cinema, per intrattenere gli spettatori dei film porno tanto in sala quanto nei bagni della struttura. Infine, sempre secondo l'accusa, i due avrebbero anche consegnato a chi si prostituiva le chiavi del locale caldaia per consentirgli l'accesso alla carta igienica da utilizzare proprio per l'attività sessuale. Accuse che però non sono state ritenute fondate dal tribunale collegiale.

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