"Chiudere subito gli hub di Bagnoli e Conetta": sindaci e cittadinanza in protesta

La manifestazione, domenica mattina, per chiedere la fine del "distretto dei profughi"

Si uniscono i fronti della protesta, a dimostrazione che oramai nel territorio del "distretto dei profughi" la misura è colma. Dopo anche l'episodio su cui stanno indagando le forze dell'ordine padovane su un presunto tentativo di violenza sessuale ai danni di una donna a Bagnoli di Sopra. Sabato è stata la volta di una manifestazione all'hub di Conetta (Venezia) contro l'eccessivo sovraffollamento di prufughi da parte dei parlamentari di Sinistra Italiana e di altre associazioni che chiedono di "restare umani". Domenica mattina sono stati i sindaci di Bagnoli di Sopra, Agna e Cona (Venezia) a chiamare a raccolta la cittadinanza. Appuntamento alle 10.30 davanti al municipio di Bagnoli per chiedere, senza mezzi termini, che le strutture per l'ospitalità dei richiedenti asilo vengano chiuse. Non ridimensionate o altro.

IL SINDACO DI BAGNOLI. "È stato passato ogni limite - ha dichiarato il sindaco di Bagnoli, Roberto Milan - quello temporale che indicava la temporaneità del centro, quello del modo di gestire concentrando senza controllo, abusando di un territorio e dei loro cittadini. Bagnoli vuole ritornare un comune italiano, governato da istituzioni statali serie che tutelano prima di tutto le persone e non gli interessi. È il momento di una svolta per una soluzione radicale di chiusura dell'hub e non di chinare la testa davanti a un fallimento della politica dei politicanti che fin d'ora hanno governato il fenomeno. C'è la necessità di una gestione fortemente diversa dei migranti".

IL SINDACO DI AGNA. "Dal palco ho ribadito un solo messaggio, semplice e chiaro, chiedo la chiusura immediata delle due basi di Conetta e San Siro e lo stesso appello farò al Ministro Minniti martedì quando lo incontreremo a Treviso assieme ai colleghi di Bagnoli e Cona - ha detto il sindaco di Agna, Gianluca Piva - in questi due anni siamo stati buoni, pazienti e responsabili senza ribellarci al Governo che ci ha calato dall'alto questi due centri stracolmi di migranti. Ora basta. Chi ci ha causato questa ingestibile situazione adesso deve risolverla e non chiedere ai sindaci di farsi carico del problema. I danni all'economia e all'immagine della nostra zona beffardamente ribattezzata 'distretto del profugo' chi ce li ripagherà? Se non ci saranno date risposte, passeremo ai fatti a tutela dei nostri interessi e della nostra popolazione, costi quel costi, anche le barricate".

IL SINDACO DI CONA. Il sindaco di Cona (Venezia), Alberto Panfilio, ha chiesto a più riprese di trovare una soluzione, scagliandosi contro scelte che vengono calate dall'alto senza ascoltare la voce degli amministratori locali, che si ritrovano a dover gestire la montante protesta dei residenti. Tanto più che, per quanto riguarda Conetta, il Provveditorato alle opere pubbliche per il Veneto ha fatto ricorso al Consiglio di stato per ottenere il posizionamento di nuove strutture nella base di Conetta. Prefabbricati che lasciano presagire una presenza ben più stabile dei richiedenti asilo. 

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