Esce dai domiciliari per le cure, ma diventa rapinatore e spacca la testa a un uomo

Una storia che ha dell'incredibile: un 29enne ha avvisato i carabinieri che sarebbe andato all'ospedale, ma dopo le dimissioni ha massacrato un senzatetto con un complice

Se sia andato all'ospedale per un reale malore o se l'uscita a tarda sera sia stata architettata per commettere un reato, lo dovranno scoprire gli investigatori. Quel che è certo è che un 33enne è finito ricoverato, mentre per il 29enne si sono aperte le porte del carcere.

Una strana richiesta

R.M., tunisino di 29anni, alle 22.30 di domenica sera ha telefonato al comando dei carabinieri. Una chiamata singolare, con cui l'uomo avvisava i militari che avrebbe lasciato l'abitazione di Padova, dove stava scontando i domiciliari, per andare al pronto soccorso. Un malore improvviso, che ha convinto i carabinieri a dare l'ok, pur tenendolo sotto controllo.

Un'aggressione brutale

All'1 di notte è stato dimesso e, meno di un'ora dopo, l'attenzione delle forze dell'ordine è tornata a posarsi su di lui. L'esatta dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti: secondo l'ipotesi più accreditata il 29enne avrebbe incontrato un altro straniero con cui, in via del Plebiscito, ha aggredito e rapinato un connazionale. Un pestaggio inaspettato e violento, che ha lasciato a terra sanguinante il 33enne senza fissa dimora massacrato a pugni e bastonate, quasi tutti al viso e alla testa.

Coincidenze improbabili

Gli aggressori gli hanno rubato una collana in oro, il cellulare e il portafoglio con circa 700 euro per poi scappare. La vittima è riuscita a chiedere aiuto ai carabinieri, che prima di affidarlo all'ambulanza ne hanno raccolto la testimonianza e un identikit. Appena sentita la descrizione dei rapinatori, hanno pensato proprio a R.M.: possibile che l'uscita dai domiciliari e la segnalazione in via del Plebiscito fossero una coincidenza?

La perquisizione e la svolta

Il pubblico ministero ha approvato una perquisizione della casa in cui il 29enne sta scontando una pena per motivi di droga, che scadrà nel 2019. Lunedì mattina si sono presentati alla porta, trovandolo lì dove doveva essere. In casa però è stato trovato anche ben altro, prove inconfutabili del suo coinvolgimento. Il bottino rubato al 33enne, innanzitutto, ma anche una pistola giocattolo senza tappo rosso, fedele riproduzione della Beretta in dotazione alle forze dell'ordine, sulla quale si indaga per capire se sia stata usata per commettere altri reati.

Le indagini

Le prove schiaccianti hanno portato all'arresto dell'uomo, accusato di rapina e lesioni in concorso, trasferito al Due Palazzi. É ricercato il complice, mentre sono in lieve miglioramento le condizioni del rapinato. La diagnosi parla di frattura del pavimento orbitale: i pugni gli hanno sfondato le ossa dell'occhio destro, rendendo necessari un'operazione e un lungo ricovero.

Un'altra evasione

La stessa sorte è toccata a un pregiudicato di 41 anni, che grazie all'intervento dei carabinieri è stato scoperto dopo un'evasione. L'uomo si trovava agli arresti domiciliari in un'abitazione di Campo San Martino ma il 15 agosto si è allontanato senza più farsi vivo con i militari. Quando gli uomini del comando locale lo hanno rintracciato dopo 5 giorni a Piazzola sul Brenta, per lui sono scattate di nuovo le manette. Richiesto un aggravamento della misura restrittiva, l'uomo si trova ora nel carcere del capoluogo.

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