Rapinatore incastrato dal calzino: il dna lo inchioda. É caccia aperta ai complici

Il certosino lavoro congiunto dei carabinieri di Padova e dei Ris di Parma ha portato all'arresto di uno degli autori dell'agguato a una donna. Fondamentali le tracce biologiche

Nel corso di un'efferata rapina ai danni di una tabaccaia inerme, l'arrestato si era coperto le mani con dei calzini per non lasciare tracce biologiche. La prontezza della donna, che glieli aveva sfilati, ha permesso ai Ris di eseguire il test del dna e inchiodare il malvivente. Si cercano i due complici.

La rapina

Un delitto cruento e premeditato, che ha richiesto indagini complesse e approfondite per risalire a uno dei colpevoli individuato grazie alle più sofisticate tecniche a disposizione del Reparto Investigazioni Scientifiche dei carabinieri. I fatti risalgono alla sera del 9 dicembre scorso: al termine della giornata di lavoro la titolare della tabaccheria di via Roma ad Albignasego ha abbassato la serranda ed è salita sulla sua auto, diretta alla sua abitazione in zona Montà, a Padova. Qui, mentre aspettava l'apertura del cancello automatico per parcheggiare, è stata avvicinata da un uomo coperto da un passamontagna, che ha spalancato la portiera e cercato di strapparle la borsa con l'incasso. La donna ha reagito, sfilando dalle mani del rapinatore i calzini usati come guanti, per evitare di lasciare impronte. Tremenda la reazione del malvivente, che l'ha riempita di pugni e trascinata fuori dall'auto, dove due complici l'hanno immobilizzata a terra e le hanno sottratto la borsa con 4.500 euro prima di scappare.

Le indagini

Allertate le forze dell'ordine, la donna ha raccontato l'accaduto ai carabinieri della compagnia di Padova e consegnato i calzini recuperati. Alla guida delle indagini il sostituto procuratore Roberti, che ha coinvolto anche i Ris di Parma. Le complesse ricerche hanno confermato che i tre rapinatori avevano seguito la vittima dalla tabaccheria a casa, tendendole un vero e proprio agguato. Dai calzini è stato estrapolato il profilo genetico che ha portato all'individuazione, senza ombra di dubbio, del dna del 44enne F.A., residente a Bassano. L'uomo, arrestato su ordinanza del gip Mariella Fino, dovrà rispondere di rapina aggravata in concorso e si trova ora recluso nel carcere di Vicenza. Gli inquirenti, sulla base delle preziose informazioni raccolte, sono al lavoro per identificare i due complici.

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