Rapinò tre bariste sole nel cuore della notte: lo aspettano cinque anni dietro le sbarre

A distanza di tre anni dalle violente rapine, uno dei membri della banda criminale ha visto spalancarsi le porte del carcere grazie al certosino lavoro dei carabinieri

Tanti, gravissimi, indizi. Trasformatisi in prove inconfutabili dopo un'attenta indagine durata più di tre anni, in cui i carabinieri del Nucleo radiomobile di Piove di Sacco hanno raccolto ogni dettaglio utile per assicurare alla giustizia un violento rapinatore.

Tre anni ai domiciliari

Aveva solo 24 anni quando, nel marzo 2015, insieme a tre complici è stato protagonista di due notti ad alta tensione. Due notti in cui hanno messo a segno tre rapine in vari locali della provincia e che, nel luglio di quell'anno, hanno portato al suo arresto. Finito ai domiciliari, l'uomo che oggi ha 27 anni e vive a Solesino passerà i prossimi 5 anni e 3 mesi dietro le sbarre del carcere di Rovigo per rapina e ricettazione.

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L'inizio dell'escalation

Il giovane era stato arrestato insieme ad altri due componenti della banda. Almeno tre i colpi contestati. Il primo risale al 14 marzo 2015, quando all'1.50 i tre, armati di piccone e pistola semiautomatica, hanno fatto irruzione al bar Zelig di Casalserugo. Nascosti dai passamontagna, hanno costretto la titolare cinese a consegnare 6mila euro in contanti prelevati dalla cassa e dalle slot machines. Ad aspettarli a bordo di una Bmw station wagon un complice, che li ha portati via a tutta velocità.

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Un modus operandi inconfondibile

L'automobile è stata il primo indizio, avvistata anche nelle rapine successive. Ad essa si sono aggiunte le tante immagini registrate dalle telecamere e le caratteristiche dei colpi, fotocopie del primo. La banda ha agito sempre attorno all'1, colpendo locali gestiti da donne cinesi tra i 38 e i 46 anni che a quell'ora erano sole nei bar. La sera dopo sono tornati alla carica: prima al bar Desiree di Cadoneghe dove, con le stesse armi, hanno rubato 1.500 euro. La titolare 38enne e un cliente di 61 anni sono stati chiusi in uno stanzino e l'uomo è stato rapinato del cellulare e di 50 euro. Mezz'ora dopo erano a Stanghella, a ripetere il copione al bar Luna: 2.600 euro il bottino, tra fondo cassa e cambiamonete. Anche in questo caso sono stati visti scappare con la Bmw del complice, che ha permesso di risalire alla loro identità. A fronte delle prove raccolte, il tribunale di Padova ha emesso l'ordine di carcerazione eseguito il 26 settembre.

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