Riemersione Teatro Zairo: recuperati 20 quintali di pesce nell'Isola Memmia

L’intervento si è reso necessario durante i lavori per la riemersione del teatro romano Zairo in occasione della manifestazione del bimillenario della morte di Tito Livio

Venti quintali di pesce tra cui anche 2 anguille e diverse carpe di ben 10 chili, sono stati raccolti e salvati dalla canaletta in Prato della Valle durante l’operazione di recupero ittico coordinato dal servizio pesca della Provincia di Padova.

L'INTERVENTO

Lorganizzata dal Comune e dall’Università degli Studi di Padova con la direzione scientifica del professor Jacopo Bonetto. Sul luogo era presente anche il consigliere provinciale delegato alla Pesca Vincenzo Gottardo. “La Provincia – ha spiegato Gottardo  - ha l’obbligo di intervenire per la salvaguardia della fauna ittica quindi abbiamo coordinato sia l’intervento di luglio in collaborazione con gli operatori di Federpesca, sia quest’ultima operazione effettuata insieme all’associazione La Sorgente. Il pesce è stato tutto recuperato con la supervisione della biologa Roberta Locatelli incaricata dalla Provincia. L’esperienza delle associazioni intervenute con personale dotato di apposita attrezzatura tecnica, ha consentito così di preservare la  fauna ittica è liberarla nel vicino canale Alicorno a valle della canaletta dando modo all’Università e al Comune di proseguire nei lavori”. 

IL PROGETTO

Il progetto iniziale del Comune e dell’Università riguardava infatti il prosciugamento di una sola porzione della canaletta (la parte che cela il teatro romano Zairo). A luglio, però, l’intervento non era andato a buon fine per problemi tecnici di prosciugamento che avrebbero potuto creare problemi anche all’orto botanico visto il contesto idraulico molto delicato dell’area. In quell’occasione gli operatori di Federpesca si erano peraltro impegnati duramente per non mettere in sofferenza i pesci e trasportarli nella restante parte della canaletta. Quest’ulteriore intervento si è reso necessario a seguito della decisione di prosciugare tutta l’acqua dell’isola Memmia. “Abbiamo trovato molte specie nostrane – ha spiegato la biologa Locatelli -  tra cui due anguille, carpe anche piuttosto grosse, cavedani, triotti, tre tinche, molte alborelle e persino i pighi che sono una specie rara e poi dei pesci alloctoni tra cui il carasso e il persico trota. Non è stato facile soprattutto con la pioggia di martedì perché nel canale c’è molto fango e rifiuti di vetro, ma alla fine siamo riusciti a recuperare e liberare tutti i pesci”.

ABBASSAMENTO ACQUA

Le operazioni di abbassamento dell’acqua sono iniziati domenica 5 novembre in collaborazione con il Consorzio di bonifica Bacchiglione Brenta che ha messo in funzione le pompe per il prosciugamento totale della canaletta. Lunedì 6 sono entrati così in azione gli operatori dell’associazione “La Sorgente” che hanno lavorato fino a oggi per travasare i pesci nel vicino Canale Alicorno. AAD_0628-3

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