Rinviata la prima udienza del processo al "business dell'accoglienza"

Udienza rinviata al 3 di marzo per un difetto di notifica a tre accusati. Sul banco degli imputati tra gli altri anche un vice Prefetto una funzionaria della Prefettura e i vertici della cooperativa Edeco, allora Ecofficina

Nella mattinata di martedì 14 gennaio avrebbe dovuto svolgersi la prima udienza del processo al “Business dell’accoglienza” presso il tribunale di Padova. Udienza rinviata, invece, al 3 di marzo per un difetto di notifica a tre imputati. 

Sbarra

Alla sbarra ci sono Simone Borile, di Battaglia Terme, socio volontario di Ecofficina anche se in realtà, stando alle intercettazioni avvenute tra il 2015 e il 2017, si evince sia il vero amministratore della cooperativa; c’è la moglie Sara Felpati, vicepresidente di Ecofficina, Gaetano Bartocchio, di San Martino di Venezze, presidente di Ecofficina fino al 2017; Tiziana Quintario, di Monselice, funzionaria della Prefettura di Padova, ora a Bologna Pasquale Aversa, viceprefetto vicario della prefettura di Padova Alessandro Sallusto, funzionario della prefettura di Padova, ora a Bologna; Marco Zangrossi, consulente del lavoro e Simon Costa di Vicenza, operatore della cooperativa sociale.

Accuse

Pesanti le accuse ai funzionari pubblici e agli imprenditori che secondo il pm Sergio Dini si sarebbero macchiati a vario titolo di turbativa d’asta, frode nelle pubbliche forniture, corruzione, abuso d’ufficio, rivelazione del segreto d’ufficio e falso. A processo in discussione anche le presunte «soffiate» sulle imminenti ispezioni di Usl e carabinieri di cui si sarebbero resi responsabili i due viceprefetti e la funzionaria.  Per tre anni, informazioni che avrebbero consentito a Edeco di gestire indisturbata prima l’area dell’ex caserma Prandina, in centro a Padova, e poi anche l’hub di Bagnoli, la ex base aeronautica venivano date direttamente a chi gestiva la cooperativa. Nel mirino c’è anche la falsificazione degli atti del bando per l’aggiudicazione dello Sprar di Due Carrare, nel 2016. Edeco presentò documenti falsi le cui matrici, quelle autentiche, erano custodite nel computer della Quintario propro in Prefettura. 

Giuristi democratici

Spiega l'avvocata Aurora D'Agostino: «Come Giuristi Democratici abbiamo sempre seguito la vicenda dei richiedenti asilo che si trovavano in condizioni davvero disumane come abbiamo spesso denunciato. Ci siamo entrati a Cona e Bagnoli, che si sia arrivati a processo vuol dire che era vero ciò che andavamo sostenendo». Proprio i Giuristi Democratici hanno dato vita a un collegio di difesa, gratuito, messo a disposizione di chi alloggiava in quelle condizioni. I centri erano sovraffollati, le condizioni di vita quindi molto dure. Alcuni di questi "ospiti", sette per la precisione, hanno deciso di costituirsi parte civile nel processo. Il collegio che agisce gratuitamente è composto dalle avvocate Aurora D’Agostino, Maria Pia Rizzo l’Avv. Rosa Scarpino, Chiara Pernecchele e dall’avvocato Davide Zagni.

Diritti umani

«C’è il danno alla pubblica amministrazione ma ci anche sono reati che colpiscono soggetti deboli, come possono dei richiedenti asilo. Anche solo il fatto che si sabotassero le ispezioni da l’idea di un sistema che approfittava della loro fragile condizione. Ricordiamo che ci sono tre funzionari della Prefettura di Padova oltre che i vertici della cooperativa». Parla così l'avvocata Maria Pia Rizzo. Che aggiunge: « Manipolare le gare appalto per l’accoglienza dei richiedenti asilo vuol dire che sono stati messi a disposizione tanti soldi ma che non sono certo gli ospiti ad averne beneficiato. Tutt’altro. Il sovraffollamento delle strutture ha poi non solo creato disagi e tensioni nei centri di accoglienza e nelle abitazioni messe a disposizione, ma ha contribuito a tensioni tra i richiedenti asilo e le comunità che vivono in quei paesi». L'avvocata Rizzo ha poi ricordato che è nello statuto dei giuriusti democratici la difesa dei diritti umani e civili. «In questo caso si calpestano sia gli uni che gli altri. Per questo è importante che sette di questi ragazzi si siano costituiti parte civile e abbiano avuto il coraggio di farlo. Formalmente questo avverrà il 3 marzo, speriamo quel giorno siano anche più di sette. I quali, va evidenziato, stanno avendo un grande coraggio a fare ciò che stanno facendo». 

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