Occupazioni Ater e sgomberi: chiesto il rinvio a giudizio per 75 attivisti e inquilini abusivi

Gli indagati, afferenti al comitato Lotta per la casa, sono accusati di aver favorito l'occupazione illegale degli stabili e di aver tentato con la violenza di impedire gli sgomberi

L'assembramento di attivisti durante un recente sgombero in via Palestro

Un lungo lavoro di intercettazione e indagine da parte della procura di Padova ha portato a individuare quelli che sarebbero i vertici e i membri attivi della lotta per il diritto alla casa. Per 75 di loro il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio e potrebbero finire a processo.

Tema caldo

I due sgomberi del mese di giugno nel quartiere Palestro con l'arresto di due manifestanti avevano riportato all'attenzione il problema dell'emergenza abitativa e il suo contraltare: le occupazioni abusive. Da anni in città i membri di diversi collettivi sono in campo per difendere il diritto alla casa e protestare contro Ater, anche con azioni di resistenza nei confronti delle forze dell'ordine. Azioni finite al centro di un'indagine della procura che per mesi ha fatto intercettare attivisti e inquilini.

L'indagine

Al centro delle indagini sono finiti i membri del comitato Lotta per la casa, afferente ai collettivi storici della sinistra padovana. Secondo l'accusa gli attivisti tra il 2013 e il 2015 si sarebbero organizzati in modo massivo per impedire gli sfratti programmati da Ater nei confronti degli occupanti abusivi in varie zone della città. Occupanti che lo stesso comitato avrebbe reso tali, insediandoli nelle residenze sfitte senza passare per la graduatoria ufficiale di assegnazione. Un abuso secondo la parte lesa, un diritto secondo gli attivisti, che da sempre hanno puntato il dito contro i numerosi alloggi lasciati (a loro dire volontariamente) sfitti da Ater per poter procedere alla privatizzazione. Il tutto a discapito di un'emergenza abitativa che i recenti fatti non permettono più di tenere nascosta.

Le accuse

Le 75 persone indagate sono accusate a vario titolo di occupazione abusiva oltre che di resistenza, minaccia e violenza a pubblico ufficiale. Undici di loro, ritenuti i vertici dell'organizzazione, devono rispondere anche di associazione a delinquere. Per impedire gli sgomberi si sarebbero organizzati per chiamare a raccolta gli altri manifestanti, creando dei sit-in nei luoghi degli sfratti minacciando e intimidendo i funzionari incaricati. Sono inoltre indagati tutti gli inquilini, per lo più stranieri, che in quel periodo hanno occupato abusivamente gli immobili. La richiesta del pubblico ministero verrà sottoposta al Gip che dovrà esprimersi entro fine anno, decidendo se rinaviare a giudizio o meno gli indagati.

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