Barriere linguistiche: la Regione finanzia l'utilizzo della LIS, risorse anche per gli enti associativi

«Abbattere le barriere alla comunicazione in un ambito essenziale per i bisogni dei cittadini, qual è quello dell’assistenza sanitaria e sociale, è un dovere di civiltà

La Regione Veneto continua a investire nel linguaggio dei segni per favorire l’inclusione sociale delle persone sorde o sordocieche: in attuazione della legge 11/2018 promuove l’integrazione sociale dei portatori di deficit comunicativi e di linguaggio attraverso il superamento delle barriere comunicative. La Giunta regionale del Veneto ha stanziato – su proposta dell’assessore alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin – 200 mila euro per il 2019 per implementare il ricorso a canali comunicativi tecnologici, come il videointerpretariato nella lingua dei segni, e in particolare per formare il personale delle aziende sanitarie e dei servizi sociali ad apprendere la lingua dei segni (Lis) e la lingua tattile (List).

Rimozione delle barriere comunicative

«Abbattere le barriere alla comunicazione in un ambito essenziale per i bisogni dei cittadini, qual è quello dell’assistenza sanitaria e sociale, è un dovere di civiltà – dichiara l’assessore Lanzarin – L’utilizzo della lingua dei segni, e di quella tattile per le persone sordocieche, da parte del personale medico e degli operatori dei servizi rappresenta un fondamentale fattore di integrazione e inclusione sociale per persone che hanno gravi problemi uditivi, di vista e di comunicazione. Con il programma annuale degli interventi per la rimozione delle barriere comunicative intendiamo promuovere corsi di formazione nelle Ulss, nelle aziende ospedaliere e nello Iov per abilitare gli operatori più a diretto contatto con pazienti con disabilità uditive e della vista all’utilizzo di questi strumenti di comunicazione». Oltre ad investire sul superamento delle barriere comunicative nel servizio sociosanitario, la Regione quest’anno  incentiva anche la capacità progettuale e innovativa delle associazioni storiche del mondo della disabilità: le associazioni dei mutilati e invalidi civili (Anmic), vittime civili di guerra, sordomuti (Ens), Centro del libro parlato ‘Adriano Sernagiotto’, ciechi (Uic) e mutilati per servizio (Unms) possono disporre quest’anno, oltre al contributo annuale di 190 mila euro per le attività istituzionali, di un ulteriore fondo di 100 mila euro che andrà a cofinanziare progetti e iniziative innovative a servizio degli assistiti.

 Potenziare il ruolo di promozione sociale

«Alle associazioni – spiega Lanzarin - chiediamo di potenziare le attività di sportello nel territorio e di aprirsi a collaborazioni con Ulss, comuni ed enti pubblici per sostenere iniziative di integrazione scolastica e lavorativa, accompagnamento, fornitura di libri di testo e ausilii o altri servizi innovativi che rispondano alle esigenze dei loro assistiti. Il cofinanziamento regionale potrà essere di stimolo e di supporto per aggiornare e potenziare il ruolo di promozione sociale e di inclusione che queste associazioni svolgono da decenni, con continuità e capillarità territoriale».

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