San Martino di Lupari, l'Unione Inquilini evita lo sfratto

L'Unione Inquilini accusa il proprietario di speculazione e interroga i candidati sindaco sulle politiche abitative in vista delle elezioni politiche

Giovedì 16 maggio alle ore nove e mezza, si è presentata presso l'abitazione della famiglia Mokthari a San Martrino di Lupari, l'incaricata giudiziaria col compito di eseguire lo sfratto. Con lei il fabbro  e tre carabinieri. La famiglia è composta da due adulti e quattro minori che avevano fatto un mutuo per acquistare l'abitazione, ma dopo aver mancato a diverse scadenze sul pagamento delle rate la casa è stata messa all'asta. Immediatamente poi è arrivata la richiesta di sfratto. L'Unione Inquilini è diversi anni che si occupa di questo caso. 

Unione inquilini

La casa è stata messa all'asta e l'acquirente ne pretende la liberazione, questa la vicenda in estrema sintesi: «Si tratta di una speculazione, chi l'ha acquistata lo ha fatto solo per realizzare utile immediato e facile. Comprare una casa a poco meno di un terzo del suo valore, casa di cui l'acquirente non ha bisogno, evidentemente vuole realizzare un facile guadagno. Stiamo parlando di 41mila euro contro i 110mila del valore iniziale». Voi vi siete più volte rivolti ai servizi sociali e al sindaco: «L'amministrazione comunale in questi anni, stimolata sul caso, non ha mai mosso un dito. Il commissario di governo si è reso conto che si tratta di una responsabilità legale non solo morale, quella di garantire la salute e un tetto alle persone.  Siamo intervenuti immediatamente ricordando che lo sfratto forzoso avrebbe violato la normativa (art. 11 del Patto Internazionale dei Diritti Economici, Sociali e Culturali (PIDESC), ratificato dall'Italia con la Legge n. 881 25 ottobre 1977; Legge n. 833 del 23 dicembre 1978 sulla responsabilità legale del sindaco di tutelare la salute fisica e psichica dei cittadini».

Ottolini

A raccontarci i fatti è Cesare Ottolini, presidente Unione Inqulini di Padova, fa parte della segreteria nazionale dell'associazione e coordinatore mondiale dell'alleanza internazionale degli abitanti è stato avvertito dalla famiglia e si è subito attivato telefonicamente: «Abbiamo telefonato al dott. Vitetti (Prefettura) e al dott. Matteo Carniello, commissario di governo di S. Martino di Lupari, sottolineando che queste obbligazioni legali sono monitorate dalla Relatrice ONU sul Diritto alla casa che, nei mesi scorsi, ha inviato una lettera ufficiale chiedendo al governo italiano spiegazioni sul caso. Stante la risposta del tutto insoddisfacente, la Relatrice ONU ha citato il caso di S. Martino di Lupari nel rapporto annuale mondiale sulle violazioni del diritto alla casa che ha presentato all'Assemblea generale ONU (40a sessione, 25 febbraio - 22 marzo 2019), come caso esemplare per l'Italia».

Stress

«Nell'appartamento - spiega ancora - sotto sfratto erano presenti anche i minori che hanno subito un grave stress. Il nuovo proprietario, che ha acquistato l'appartamento all'asta lo scorso gennaio per 41.000 euro, quasi un terzo del valore iniziale, non ha bisogno di abitarci, vuole sfrattare per ristrutturare e vendere guadagnandoci.Perciò non ha accettato la proposta della famiglia Mokthari di restare in affitto fino a una soluzione alternativa, malgrado la solvibilità economica della stessa, dato che il marito ha trovato un lavoro a tempo indeterminato in un macello».

Monitoraggio Onu

Lo sfratto è solo prorogato? «Grazie all'Intervento dell'Unione Inquilini, il monitoraggio dell'ONU e al dialogo con Prefettura e Commissario di governo, lo sfratto è stato rinviato. La prossima settimana ci incontreremo con il Commissario di governo per presentare le proposte di risoluzione che l'ex sindaco Boratto non ha mai voluto nemmeno prendere in considerazione. Il Commissario si è impegnato a trasmettere queste proposte alla futura amministrazione comunale affinché risolva positivamente il caso. La domanda è ai candidati sindaco, tutti:  come volete impegnarvi per risolvere questo e gli altri casi di persone e famiglie sotto sfratto, mal alloggiate e senza casa di San Martino di Lupari?»

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