Agenti aggrediti, continua la polemica tra questura e sindacati: Sap sul piede di guerra

Il Sindacato di polizia replica alle dichiarazioni del questore Fassari e chiede a gran voce una nuova collocazione dell'ufficio immigrazione e condizioni di maggiore sicurezza

Il Sindacato autonomo di polizia risponde alle dichiarazioni rilasciate dal questore di Padova Paolo Fassari poche ore dopo l'aggressione di due poliziotti in servizio all'ufficio immigrazione nella mattinata di giovedì 10 maggio.

La vicenda

Sono da poco passate le 8 quando un 32enne nigeriano con precedenti per aggressione e spaccio di droga entra all'ufficio immigrazione della questura. Qui l'uomo ha preteso che gli operatori intervenissero per fargli avere un alloggio e quando gli agenti gli hanno fatto capire che quell'ufficio non aveva le competenze per aiutarlo lo straniero ha perso la testa. Uno dei due feriti ha rimediato delle escoriazioni a un polso, decisamente peggio è andata al collega, portato in ospedale per una distorsione della spalla che guarirà in una decina di giorni.

Il botta e risposta

Immediata la denuncia dei sindacati di polizia, il Sap e il Coisp, che hanno dichiarato di aver insistentemente chiesto ai vertici della questura e del comune una sede più idonea per l'ufficio immigrazione e delle protezioni aggiuntive per gli operatori. Nel pomeriggio è arrivata anche la replica di Fassari che, oltre a manifestare la propria vicinanza alle vittime, ha spiegato che in Italia la struttura degli uffici immigrazione non prevede divisori tra operatori e pubblico, che impedirebbero di svolgere alcune operazioni.

La nuova replica

Pronta la reazione del Sap, che a distanza di un giorno torna a farsi sentire. Il sindacato punta il dito sulla presunta impossibilità di frapporre delle barriere di protezione tra gli agenti e gli utenti, sottolineando come queste siano invece necessarie per garantire agli agenti di poter lavorare in sicurezza. Insistono anche sull'urgenza di trovare una nuova collocazione all'ufficio, dove ogni giorno arrivano centinaia di persone che spesso creano lunghe file all'esterno, lungo riviera Ruzante, rendendo anche difficile per il personale trovare un parcheggio nelle vicinanze del posto di lavoro.

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