Nessuna svolta per i lavoratori della Allison: continua lo sciopero

Venerdì, l'incontro, che doveva essere "risolutivo", tra i sindacati e i veritici aziendali. Tuttavia, non è stato siglato alcun accordo: "Ancora troppa distanza, i nostri punti sono fermi: da qui non ci muoviamo"

Non c'è stata alcuna svolta per la Allison di via Prima Strada a Padova. Doveva essere l'incontro risolutivo, quello di venerdì, tra i sindacati e i vertici dell'azienda, che hanno deciso di trasferire lo stabilimento a Volta di Mantova, ma così non è stato. Il nodo restano gli incentivi ai lavoratori padovani disposti a trasferirsi a centinaia di chilometri di distanza e la procedura di mobilità per quelli che, invece, non hanno la possibilità di spostarsi.

LA VICENDA. Nei giorni scorsi, dopo un'iniziale chiusura della società, la situazione sembrava iniziare a giocare a favore dei lavoratori. Dopo due settimane di assemblea permanente, l'azienda pareva voler siglare un accordo che andasse incontro ai dipendenti. Poi, la richiesta delle dimissioni volontarie usufruendo della disoccupazione, bocciata in toto dai sindacati. Giovedì, la svolta (sembrava): dopo che il presidio di lavoratori aveva minacciato di non far uscire tre camion per la consegna degli occhiali (al momento l'azienda è fuori dai circuiti bancari e si autosostiene, la mancata fornitura avrebbe creato un disagio enorme), la Allison pareva nuovamente intenzionata a venire incontro alle richieste dei suoi dipendenti.

LA PROTESTA DEI CAMION. I lavoratori hanno quindi permesso ai camion di passare e di portare a termine le consegne, confidando nell'incontro "decisisivo" di venerdì. "Siamo amareggiati - dichiara Barbara Schiavo, di Filctem Cgil - credevamo saremmo giunti ad un accordo. I lavoratori, responsabilmente, hanno consentito ai camion di lasciare lo stabilimento, credendo l'azienda sarebbe scesa a patti, ma così non è stato. Non ci è dubbio vi siano state aperture, ma non ci sono ancora condizioni di copertura sufficienti per siglare un accordo: non abbiamo firmato nulla".

NESSUN ACCORDO FIRMATO. "Ci sono troppi punti di distanza - spiega - sia per quanto concerne l''accompagnamento' di chi accetta il trasferimento, sia per quanto riguarda la mobilità di chi non può andar via da Padova. Non c'è stata correttezza da parte dei vertici aziendali, quindi noi proseguiamo con l'assemblea ad oltranza, fino al 12 ottobre, quando ci sarà l'incontro con il Ministero. I nostri punti sono fermi - incalza - noi, da qui, non ci muoviamo".

ASSEMBLEA PERMANENTE. All'interno dello stabilimento di via Prima Strada sono appena una quarantina i dipendenti che stanno inscatolando occhiali, in vista della chiusura della sede padovana, perché il resto è fuori, in protesta: "Manca manodopera - spiega Barbara Schiavo, e conclude - se firmeremo un accordo soddisfacente, allora andremo via".

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