Tagli sullo stipendio, i dipendenti Ikea scioperano anche a Padova L'azienda: "Punti vendita aperti"

Agitazione a livello nazionale contro le buste paga decurtate di 150 euro. Presidio anche alla sede padovana dell'azienda, in cui sono impiegati 360 lavoratori. Il sit-in sabato 11 luglio, dalle 9 alle 15.30

Dopo 25 anni di presenza in Italia, sabato ci sarà il primo sciopero nazionale dei lavoratori Ikea. Un nuovo presidio è previsto anche a Padova, davanti all'ingresso dell'azienda, dalle 9 alle 15.30.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA. "I dipendenti, se la proprietà prosegue sulla linea condotta fin qui, rischiano di perdere almeno 150 euro su uno stipendio di 750 euro - spiegano gli organizzatori dell'agitazione - si tratta di 6mila dipendenti in tutto il Paese, che lavorano in 21 punti vendita. I lavoratori padovani sono 360, la maggioranza donne con contratti part time".

LA REPLICA DELL'AZIENDA. "Nonostante negli ultimi tre anni le perdite di bilancio dovute alla crisi abbiano prodotto un disavanzo complessivo di oltre 53 milioni di euro, Ikea ha dato prova di gestire con responsabilità questa congiuntura attraverso una forte spending review interna e senza arrivare nè a chiudere punti vendita, nè a tagliare la forza lavoro - precisa l'azienda in una nota in cui sottolinea che i punti vendita sabato saranno comunque aperti al pubblico - Purtroppo l’intransigenza del sindacato e la decisione di indire uno sciopero nazionale vanno nella direzione opposta rispetto a quella del dialogo. A maggio 2014 l’azienda aveva accettato di prolungare di un anno la durata del contratto integrativo, che altrimenti sarebbe andato a naturale scadenza ad agosto 2014. Il Cia di Ikea è sempre stato migliorativo delle condizioni del Contratto nazionale e fra i migliori del settore. Vogliamo che continui ad esserlo, proprio grazie a 4 proposte presentate ai sindacati, tutte accumunate dalla necessità di assicurare un futuro solido, equo e sostenibile alla presenza di Ikea in Italia e di poter continuare il piano di espansione attraverso l’apertura di nuovi punti vendita. Tutto questo non significa smantellare i diritti di chi lavora con passione ed entusiasmo. Anzi, attraverso la valorizzazione della parte di retribuzione variabile e un sistema partecipativo di gestione dei turni, Ikea vuole rendere ancora più tangibile l’importanza ed il riconoscimento del contributo di ogni collaboratore, ma all’interno d’un quadro di equità e sostenibilità".

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