Allison, 120 posti di lavoro a rischio Proclamato sciopero "ad oltranza"

Prosegue la protesta dei dipendenti dello stabilimento padovano di via Prima Strada, a seguito della decisione di trasferire la sede nel Mantovano: "Una scelta inaccettabile ed economicamente insostenibile"

Lo sicopero dei lavoratori della Allison

A partire da giovedì mattina, i lavoratori della Allison iniziano l'astensione dal lavoro e un'assemblea permanente. Proseguiranno ad oltranza finché non saranno convocati da azienda e Istituzioni per avere risposte sul loro futuro. Lo sciopero, a seguito della decisione dell'azienda di spostare la sede di via Prima Strada a Padova a Volta di Mantova, scelta che costringe i dipendenti a spostarsi di centinaia di chilometri per conservare il lavoro.

TRASFERIMENTO "INACCETTABILE". Nonostante sindacati, Provincia e Regione si siano attivati per trattare con i vertici aziendali, la scelta pare irremovibile. Una situazione ritenuta "inaccettabile ed economicamente insostenibile" dai 120 i dipendenti dello stabilimento padovano, senza l'apertura della procedura di mobilità per chi non può accettare la proposta di spostarsi e senza incentivi per chi invece sarebbe disponibile a farlo. Prosegue, quindi, la protesta dei lavoratori, che, già ad inizio mese, avevano preso parte ad uno sciopero per dar voce alla propria causa.

ASSEMBLEA PERMANENTE. "Ci siamo mossi anche con il Ministero - spiega Barbara Schiavo, di Filctem Cgil - ma ci è stato detto che l'amministratore delegato dell'azienda si è fatto negare al telefono. La situazione è insostenibile, e noi non ci fermeremo finché la società non si deciderà ad accoglierci ad un tavolo per trovare un compromesso. Stamattina abbiamo organizzato un'assemblea dalle 9 alle 10, cui ha preso parte anche il consigliere regionale del Pd Piero Ruzzante, ribadendo il suo impegno in Regione a favore dei lavoratori. Vogliamo sapere quale sarà il fututo degli ormai 110-108 lavoratori - continua Schiavo - dal momento che alcuni hanno già rassegnato le dimissioni e stanno giustamente cercando altro".

PRESIDIO GIORNO E NOTTE. Giovedì mattina, una sessantina di lavoratori ha partecipato alla manifestazione, altri ancora devono rientrare dalle ferie: pochissimi, quindi, hanno continuato a lavorare. "Andremo avanti così - sichiara Barbara Schiavo - finché non saremo ricevuti. Nei prossimi giorni, ci organizzeremo in gruppi perché il presidio vada avanti giorno e notte". 

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