Scontri nelle Piazze:"Giordani poteva evitarli", i Pedrini entrano a palazzo Moroni

"Se il sindaco avesse pronunciato con forza una condanna dei principi che hanno portato in piazza i neofascisti (Forza Nuova) allora anche la Questura si sarebbe comportata in maniera diversa", spiega il portavoce del Centro sociale Pedro Marco Sirotti

Gli attivisti del Pedro a Palazzo Moroni (foto: Facebook)

Venerdì mattina, gli attivisti del Centro Sociale Pedro hanno tenuto una conferenza stampa in sala gruppi di Minoranza a Palazzo Moroni. Conferenza indetta dal consigliere comunale di Coalizione Civica Roberto Marinello. Appuntamento voluto per dare la loro versione dei fatti in merito ai fatti accaduti lunedì sera a Padova.

NEOFASCISTI. "Indossavano tutti o quasi una maglia bianca in segno di emulazione dei loro antenati politici: i neofascisti degli anni 70 - questo il loro pensiero in merito alla manifestazione di Forza Nuova - Il corteo che ha sfilato sulla riviera di Padova è stata una vergogna per la nostra città. La Questura ha permesso ad un'organizzazione nazifascista come Forza Nuova di muoversi in corteo, sventolare bandiere e striscioni, parlare con il megafono. Cambia la camicia, ma sono sempre gli stessi. Provocatori, xenofobi, razzisti, violenti, picchiatori".

IUS SOLI. "C'eravamo tutti, c'era la Padova antifascista ed antirazzista che non si è tirata indietro e che si è conquistata il centro della città - spiegano - In questi giorni leggiamo sui giornali mainstream un sacco di falsità. Certo notizie diffuse dalla Questura, ma alimentate da una certa stampa locale e da un clima politico che, proprio sulle semplificazioni che ancora si basano sugli anni 70, tende a spostare l'attenzione sul tormentone "violenza-non violenza". Non si è parlato, ad esempio, del tema portato in piazza da Forza Nuova, ossia la contrarietà assoluta allo Ius Soli, che rappresenta una provocazione per chiunque nella nostra città abbia a cuore questioni legate all’accoglienza, ai diritti e ad una vera integrazione".

AMMINSTRAZIONE GIORDANI. "Guardiamo la nuova amministrazione come una novità finalmente sana, con cui esprimere un rapporto tra movimenti ed istituzioni in forma di dialettica conflittuale. Soprattutto in queste modalità l'azione democratica diventa terreno di conquista e non esercizio di conservazione. Perché la Questura e i dirigenti della Digos non hanno impedito che il trasferimento del gruppo di 150 militanti di Forza Nuova dal parcheggio in Prato della Valle fino a piazza Antenore avvenisse sotto forma di corteo? Perché invece di impedire quella sfilata vergognosa si è deciso di intervenire con una carica violentissima e spropositata su di noi?".

ATTIVISTA "PICCHIATA". "Noi, lo ribadiamo, avevamo ed abbiamo utilizzato solo strumenti che ci permettessero di difenderci: per non farci massacrare di botte - ribadiscono - Tutto il resto sono fandonie. Se violenza c'è stata è solo quella che la celere ha esercitato contro di noi, contro centinaia di ragazzi e ragazze giovanissimi, contro chi voleva impedire con determinazione e coraggio la parata nazifascita. Una ragazza di soli 22 anni è stata brutalmente picchiata, prima di essere arrestata. È stata ridotta una maschera di sangue e le sono stati applicati 16 punti di sutura. Questa la nuda lettura dei fatti, priva di fronzoli e retorica".

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