Scuola, 1° giorno di proteste in piazza e matricole bersagliate di uova

Studentesse prese a uova in faccia in riviera Tito Livio e nelle limitrofe via XX settembre e piazza Castello. Manifestazione della Rete studenti medi davanti al municipio contro le politiche scolastiche del Governo

La protesta degli studenti davanti al municipio di Padova

Come da copione, alla riapertura delle scuole, oggi a Padova non sono mancati gli episodi di "nonnismo", in cui giovani matricole sono state vittima del lancio di uova da parte di studenti "anziani". Fatti di cui si stanno interessando i poliziotti di quartiere e che si sono registrati in riviera Tito Livio, nelle vicinanze dell'omonimo liceo classico, e nelle limitrofe via XX settembre e piazza Castello.

SCUOLE: OGGI A PADOVA LA RIAPERTURA DI ELEMENTARI, MEDIE E SUPERIORI

LA PROTESTA IN PIAZZA. Ma il primo giorno di scuola, oltre che all'insegna della goliardia, è cominciato anche con una manifestazione di protesta da parte di una ventina degli aderenti alla Rete degli studenti medi, ritrovatisi alla fine delle lezioni in centro, di fronte al municipio, dove hanno steso sul selciato alcuni striscioni in cui sono stati elencati i provvedimenti a favore del diritto allo studio in alcuni paesi europei e sotto la domanda "e in Italia?". A coordinare l'iniziativa Tommy Ruzzante, portavoce del gruppo di studenti. "E' importante porre l'accento sulla mancanza di competitività che si crea dando agli studenti italiani un servizio peggiore dei nostri coetanei europei - ha detto - ad esempio in Austria viene destinato il 6% del prodotto interno lordo ai servizi scolastici: in Italia appena lo 0,4%. Crediamo che questo tipo di spread vada immediatamente azzerato".

IL MANIFESTO. Una mobilitazione di carattere nazionale a cui hanno aderito, dalle varie piazze, studenti di tutta la penisola. "Rispetto allo scorso anno le condizioni degli studenti sono rimaste immutate - scrivono i promotori della protesta in un manifesto comune - Continuiamo a toccare con mano situazioni di emergenza in cui l'edilizia scolastica è in condizioni drammatiche con aule sovraffollate e laboratori inutilizzabili quando non assenti. Quello che ci viene ripetuto dal Governo Monti e dal Ministro Profumo in continuazione è che il nostro Paese non ha risorse, che siamo in un momento di crisi. Noi non siamo d'accordo. Crediamo che la questione centrale sia la scelta politica di investire in alcuni settori piuttosto che in altri. La verità è che questo Governo non identifica la scuola e l'istruzione come una risorsa su cui investire, bensì come una spesa, uno spreco su cui continuare a fare politiche di tagli".

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