Scoperto carro armato artigianale Secessionisti veneti in manette

Maxi operazione del Ros: 16 arresti e 33 perquisizioni tra Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. L'epicentro a Casale di Scodosia. Tra gli indagati ex Serenissimi che assaltarono campanile San Marco

Il "tanko"

Avevano fabbricato un carro armato artigianale attrezzato con un cannoncino da 12 millimetri, ma durante le fasi di montaggio c'erano stati problemi di calibratura e di recupero dei pezzi per la sua costruzione. Il "tanko" in questione, un mezzo corazzato finalizzato a "un'azione eclatante a Venezia, in piazza san Marco", è stato trovato in un capannone denominato "arsenale", a Casale di Scodosia, "epicentro", secondo quanto si è appreso, del gruppo di secessionisti veneti finti nel mirino del Ros.

VIDEO: Guarda la costruzione del "tanko"

ARRESTI E PERQUISIZIONI. La maxi operazione, coordinata dalla procura di Brescia, ha visto impegnati i militari di vari comandi provinciali dell'arma del Veneto, e ha portato all'esecuzione di 16 provvedimenti restrittivi e 33 perquisizioni tra le province di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. Le accuse sono di associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell'ordine democratico e fabbricazione e detenzione di armi da guerra "per sollecitare l'indipendenza del Veneto e di altre parti del territorio nazionale dallo Stato italiano". Nel Padovano, le perquisizioni hanno interessato i comuni di Torreglia, Vigodarzere, Casale di Scodosia, Urbana e Casalserugo. Nel complesso sono 22 le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite e 2 gli arresti domiciliari, nei confronti di 24 indagati, contestualmente sono state eseguite delle perquisizioni a carico di altri 27 indagati in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, e Sardegna.

"L'ALLEANZA" DEI SECESSIONISTI. Le indagini hanno documentato la costituzione dell’associazione, denominata "L’Alleanza", che ha riunito più organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano. L’Alleanza è stata costituita il 26 maggio 2012 a Erbusco, nel Bresciano, nel corso di una riunione alla quale hanno partecipato rappresentanti di Brescia Patria, di Veneto Stato, del movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, nonché alcune figure storiche dei Serenissimi. La struttura dell’organizzazione risultava basata su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l’attribuzione di compiti specifici, quali il Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata.

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SERENISSIMI, LIFE E FORCONI. Coinvolti nell'inchiesta anche due ex "Serenissimi" che assaltarono il campanile di San Marco, a Venezia, nella notte tra l' 8 e 9 maggio 1997, con il famoso "tanko". Si tratta di Luigi Faccia, di Agna, ora in carcere, e di Flavio Contin, ai domiciliari. In manette anche un altro padovano, residente nel capoluogo, Riccardo Lovato. Tra i nomi "noti", arrestato anche Lucio Chiavegato, leader dei cosiddetti forconi e il fondatore della Liga Veneta Franco Rocchetta. L’associazione "L’Alleanza" si richiama al programma dei Serenissimi, ma con modalità più aggressive e violente. Nel progetto dell’organizzazione,oltre alla liberazione di piazza San Marco, è prevista l’insurrezione degli strati delle popolazioni del nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate nei Paesi amici, già individuati nella Serbia e nella Svizzera, al fine di ottenere un formale riconoscimento internazionale. Per ottenere la massima visibilità e vanificare l’intervento delle forze di polizia, dopo l’azione di piazza San Marco i membri dell’Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una capitale europea da individuare. Per conseguire l’indipendenza del Veneto e di altre Regioni italiane, L’Alleanza ha svolto anche una diffusa attività di autofinanziamento, che ha consentito di raccogliere finora non meno di cento mila euro, grazie a singole elargizioni e l’apertura, alla Cassa Padana, di un conto dedicato alla raccolta dei fondi.

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IL TANKO. Il mezzo artigianale sequestrato è stato fabbricato con una pala cingolata Fiat-Allis, successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare. Pare che nel capannone alcuni membri dell'organizzazione abbiano anche fatto una prova di fuoco a salve. In particolare, secondo quanto emerso dall'indagine, il tanko avrebbe dovuto essere utilizzato per un'azione in piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate. A questo proposito, i carabinieri hanno documentato come alcuni militanti dell'organizzazione si siano adoperati per reperire armi leggere attraverso dei contatti con la criminalità albanese.

PIÙ DETERMINATI CHE NEL 1997. Nel quadro delle condotte dei militanti dell’Alleanza, nel corso delle indagini è stata rilevata una finalità eversiva ancora più determinata rispetto all’esperienza fallita dai Serenissimi nel maggio del 1997, in quanto gli associati hanno evidenziato la piena consapevolezza della necessità di alzare il livello di scontro per conseguire gli obiettivi prefissati. Proprio in relazione alla finalità eversiva del gruppo, è stato sottolineato nel provvedimento cautelare come l’obiettivo della secessione ottenuta con metodi violenti – e, quindi, al di fuori della civile dialettica politico-ostituzionale – configuri un comportamento finalizzato all’eversione dell’ordine democratico, violando l’art. 5 della Costituzione che sancisce il principio della indivisibilità della nazione. Peraltro, l’ipotesi del salto di qualità compiuto dall’Alleanza trova riscontro nella dichiarata determinazione ad utilizzare le armi e nella fabbricazione di strumenti idonei al raggiungimento dello scopo, quali il carro armato. Nel caso dei Serenissimi, invece, i mezzi blindati utilizzati erano talmente rudimentali da non poter essere usati in modo ripetibile, elemento che ne aveva impedito la qualificazione di armi, come sancito all’epoca dalla sentenza della Corte d’Assise d’appello di Venezia.

EX SINDACO CASALE. "Effettivamente mi hanno riferito di un continuo viavai di carabinieri, ora capisco il perchè - il commento di Renato Modenese, ex sindaco di Casale di Scodosia, comune commissariato lo scorso ottobre dopo le dimissioni del primo cittadino - Ho sentito parlare di arresti e di un tanko, se devo essere sincero Casale purtroppo in questi ultimi anni ha subito una forte depressione economica rispetto agli anni d'oro, una crisi molto più profonda di quella descritta dalle medie nazionali. In situazioni del genere è comprensibile che possano accadere cose di questo tipo, quando c'è malumore e malcontento e iniziano difficoltà economiche può succedere anche questo".

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