Banda dei furti: sequestri per 260mila euro al clan Bosjak. Svaligiarono decine di case

La procura di Venezia ha disposto il sequestro di beni mobili e immobili appartenenti ai membri della famiglia di etnia Sinti arrestati e denunciati nel 2019 dopo una lunga indagine

I carabinieri all'atto della notifica del provvedimento

Dopo il blitz all'alba del 15 febbraio dello scorso anno con conseguenti denunce, arresti e carcerazioni, ora la famiglia Bosjak è stata colpita da un maxi sequestro disposto dalla procura della Repubblica lagunare nell'ambito del processo istituito a carico degli imputati, accusati di almeno diciotto furti in appartamento commessi in Veneto e Toscana.

L'indagine

A inizio 2019 finirono in manette i coniugi Marko Bosjak e Luisa Braidich, 51 e 57 anni residenti a Saletto di Borgo Veneto, e ai due figli Enthony e Roberto Bosjak di 27 e 24 anni. Oltre a tre complici lombardi sottoposti all'obbligo di dimora, finirono denunciate anche la 21enne B.F. di Borgo Veneto e la 25enne R.L. di Este, mentre pochi giorni più tardi fu arrestato anche il 54enne Mario Rukavina Bosjak, fratello di Marko. Un vero e proprio clan, di origine croata ed etnia Sinti, ma da molti anni stanziale nella Bassa Padovana. I membri sono stati accusati a vario titolo di aver organizzato e messo a segno almeno diciotto furti in abitazione nelle province di Padova, Venezia, Vicenza, Rovigo e Lucca fra l'aprile 2018 e il febbraio successivo. Una capillare indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Este aveva permesso di smantellare la banda, appurando come i colpi avessero fruttato loro circa 170mila euro.

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Due delle automobili sequestrate durante le operazioni di rimozione

I sequestri

Luisa Braidich era finita nel carcere di Vigevano (Pavia) e i figli Enthony e Roberto in quello di Rovigo. Al padre Marko erano invece stati imposti gli arresti domiciliari nell'abitazione di Saletto dove mercoledì è stato raggiunto dai carabinieri che hanno notificato a lui, ai suoi familiari e alle due giovani donne denunciate il decreto che impone il sequestro conservativo di beni nelle loro disponibilità per un ammontare di 260mila euro di valore. Alla presenza di un amministratore giudiziario del tribunale sono dunque stati requisiti un immobile a Borgo Veneto, le quote di una società che rivende veicoli sempre a Borgo veneto, i conti correnti degli indagati e quattro automobili intestate alla società e riconducibili ai Bosjak.

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