Sfruttati nei campi in condizioni disumane: scoperto il reclutatore dei disperati

Ore sotto il sole, senza cibo e costretti a bere acqua non potabile. Il tutto senza stipendio. L'allarme lanciato da un centro d'accoglienza ha portato a galla il giro di sfruttamento

Reclutava profughi e disperati con la promessa di un impiego stabile, impiegandoli come braccianti in condizioni di lavoro disumane. La segnalazione partita da un centro di accoglienza ha permesso di scoprire l'attività illegale portata avanti da un marocchino di Rovigo, che dovrà rispondere di accuse pesantissime.

Un'organizzazione complessa

Intermediazione illecita e sfruttamento sono i reati contestati al 28enne titolare di una società di mediazione con il compito di selezionare manodopera per il lavoro nei campi. Destinazione finale un'azienda agricola di Giacciano con Baruchella, nel rodigino. Nel luglio 2017 il via alle indagini, dopo l'allarme lanciato da un operatore del centro di accoglienza di Villa Estense.

I primi sospetti

Il dipendente ha allertato i carabinieri insospettito dai movimenti di alcuni dei rifugiati: ogni mattina all'alba uno sconosciuto li caricava su una monovolume, riportandoli solo a tarda sera, stremati. I pedinamenti hanno dato la peggiore delle conferme, un caso di sfruttamento della manodopera clandestina. Gli ospiti della comunità, come altri disperati, venivano scaricati nei campi e costretti a lavorare per ore in condizioni terribili.

La disperazione come arma di ricatto

33 le persone sfruttate: 24 uomini, 8 donne e un minorenne. Tra loro 2 irregolari. Il marocchino li reclutava ovunque. Nei centri di accoglienza di Villa Estense, Padova e Monselice, ma anche nelle stazioni e nei luoghi di ritrovo dei senzatetto. Promettendo un lavoro fisso li attirava nella sua trappola e li trasportava personalmente ogni giorno stipati in un'automobile fino ai campi.

carabinieri carmignano campi-2

Condizioni tremende

Naturalmente di un posto di lavoro regolare nemmeno l'ombra: nessun contratto, solo una retribuzione di 5 euro l'ora di cui nessuno dei braccianti ha mai visto un centesimo. Orari impossibili senza pause, turni massacranti sotto il sole battente, senza toilette e senza cibo. Unico genere di conforto dell'acqua. Non potabile. Se osavano lamentarsi, un bivio: continuare per avere in cambio il posto fisso e una casa, oppure tornare per strada.

Le sanzioni

Le indagini dei carabinieri di Carmignano di Sant'Urbano è proseguita per tutta l'estate 2017 e per i mesi successivi, scoprendo che il 28enne residente a Rovigo ha accumulato 13mila euro grazie al lavoro dei 33 clandestini. Per lui è scattata la denuncia oltre a una sanzione di 5mila euro. I carabinieri in forze all'Ispettorato del lavoro rodigino hanno perquisito la ditta di intermediazione e l'azienda agricola, multata per 101mila euro.

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