Famiglia di abusivi sgomberata dalla casa Ater: tafferugli in strada con i collettivi

Una famiglia congolese composta da genitori e due bambine è stata sgomberata giovedì mattina in via Palestro. Tensione in strada, con lo scontro tra alcuni manifestanti e la polizia

Il capannello di agenti e attivisti davanti alla casa sgomberata. A destra, la posa della barriera per sigillare l'ingresso

Si sono vissuti attimi di tensione davanti giovedì mattina al civico 36 di via Palestro, nella zona ovest della città. Nell'appartamento al piano terra occupato da una famiglia africana si sono presentati i funzionari di Ater insieme agli agenti per rendere effettivo lo sgombero.

Lo sgombero

L'operazione è cominciata poco dopo le 9 con diversi mezzi della questura in appoggio all'ufficiale giudiziario e a due addetti dell'ente per l'edilizia popolare, proprietario dell'immobile. Da tre anni l'abitazione risulta occupata dal nucleo familiare che l'ha fatta propria abusivamente senza rispettare la graduatoria di assegnazione. Sei gli avvisi di sfratto dopo che, dal marzo 2017, i congolesi hanno smesso di pagare l'indennità di occupazione che Ater richiedeva mensilmente. Oggi lo sgombero effettivo. «Quella casa era sfitta da anni, l'interno era distastrato» diefendono gli attivisti «Loro hanno ristrutturato tutto a spese proprie chiedendo ad Ater un contratto che non hanno mai ricevuto.

I tafferugli

In strada si è formato un capannello di curiosi e attivisti di vari collettivi di sinistra, tra cui i membri del Comitato lotta per la casa, e associazioni arrivati per manifestare la propria vicinanza alla famiglia sfrattata. Alcuni di loro sono stati protagonisti di un breve scontro fisico con le forze dell'ordine, che ha coinvolto anche il 47enne, conclusosi con il fermo di due giovani. Si tratta di una ragazza di 22 anni e di un ragazzo di 28, già noti alle forze dell'ordine nell'ambito delle contestazioni di piazza. La coppia di attivisti è stata trasferita in questura dove ne è stato formalizzato l'arresto. Alcuni poliziotti sono invece rimasti lievemente feriti.

Porte sigillate

Ristabilita la calma, fino alle 13 agenti e incaricati hanno piantonato il civico mentre i coniugi, insieme alla figlia più piccola, trasferivano all'esterno i loro beni. L'altra ragazzina si trovava in quel momento a scuola. Caricati i bagagli sull'automobile parcheggiata in strada, la famiglia è stata presa in carico dai servizi sociali per essere trasferita in una struttura protetta dove resterà per cinque giorni. I tecnici hanno poi provveduto a sbarrare le finestre e la porta d'ingresso con pannelli in metallo per impedire il rientro. All'interno resta parte dei loro averi che, fa sapere Ater, potranno recuperare entro un mese accordandosi con l'azienda.

Le reazioni

Ad aprire il valzer delle reazioni politiche è stato Matteo Salvini che ha fermamente condannato la reazione degli attivisti e sottolineato «Avanti con gli sfratti». Linea condivisa dalla politica locale di stampo leghista e osteggiata dal fronte opposto, in primis dagli stessi collettivi che hanno ribadito il proprio rifiuto nei confronti del comportamento tenuto da Ater. In difesa degli agenti è invece intrvenuto il sindacato Fsp sottolineando come siano «Costretti a subire passivamente l'aggressione e le provocazioni dei soliti antagonisti». Manifestando solidarietà ai colleghi non è mancato il forte rammarico «Per una situazione che pare ormai stia sfuggendo di mano» ha commentato il vicario regionale Maurizio Ferrara.

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