Padovani "emeriti": il Comune consegna 4 Sigilli della città

Gli insigniti per meriti culturali sono Guglielmo Bedeschi, Gilmo Bertolini, Ferdinando Camon e Padre Mario Ciman. La cerimonia oggi pomeriggio a palazzo Moroni

Ferdinando Camon, uno dei 4 insigniti del Sigillo

Per i loro meriti culturali, 4 padovani sono stati insigniti oggi, in sala Paladin a palazzo Moroni, del Sigillo della città. Il riconoscimento è stato consegnato dal sindaco Flavio Zanonato per iniziativa della rivista bimestrale "Padova e il suo territorio", in collaborazione con le associazioni culturali che la sostengono. Gli insigniti sono Guglielmo Bedeschi, Gilmo Bertolini, Ferdinando Camon e Padre Mario Ciman.

GUGLIELMO BEDESCHI. Nato a Padova il 24 dicembre 1936, è presidente di una storica azienda famigliare fondata dal nonno Guglielmo, a Padova, nel 1908, nella quale iniziò a lavorare già prima della laurea in ingegneria meccanica, conseguita nel 1960. L'azienda, oggi Bedeschi Spa, opera nel settore metalmeccanico costruendo macchine ed impianti per l'industria dei laterizi, dei cementifici, delle attività estrattive e della logistica portuale. Alla preparazione tecnica nel campo della progettazione, che gli ha consentito di depositarevari brevetti internazionali di macchine nel proprio settore, unisce una lunga esperienza e conoscenza dei mercati internazionali, dove l'azienda esporta oltre il 90% della propria produzione. Da anni il figlio Rino, ingegnere, è amministratore delegato della ditta e ne continua lo sviluppo come quarta generazione.

GILMO BERTOLINI. Artigiano e poi dipendente comunale, fin da giovanissimo si è dedicato con passione al teatro recitando in compagnie amatoriali e partecipando alle iniziative sperimentali promosse per l'Università da Gianfranco De Bosio e poi da Costantino De Luca. Nel 1969 ha dato vita al gruppo Teatro da Camera, che al repertorio veneto tradizionale affiancava spettacoli classici e d'avanguardia. Brillante interprete di personaggi ruzantiani, è tra i fondatori dell'Associazione Ruzante per la divulgazione dell'opera del Beolco e del suo vernacolo. Col proposito di avviare giovani al teatro dal 1979 dirige corsi di formazione presso il Centro parrocchiale di Voltabarozzo, suo quartiere d'origine, al quale è rimasto sempre legato.

FERDINANDO CAMON. Nato a San Salvaro d'Urbana, a Montagnana, il 14 novembre 1935, è stato per anni un apprezzato docente di Lettere presso gli Istituti Superiori di Padova. Scrittore, critico e opinionista, ha collaborato con le maggiori testate giornalistiche italiane ed internazionali. Ha prodotto ventidue romanzi, alcuni vincitori di premi letterari, distinguendosi per impegno civile, soprattutto rivolto all'emancipazione delle classi subalterne. Nella sua opera ha saputo ritrarre le trasformazioni della civiltà veneta nella seconda metà del Novecento, mettendo a nudo le contaminazioni tra modernità e tradizione, nostalgie contadine e velleità intellettualistiche, ed affermando la peculiarità dei valori etici, minacciati e messi in ombra dal rapido sviluppo economico.

MARIO CIMAN. Gesuita, vicentino d'origine, è stato ricercatore e docente dell'Università di Padova dagli inizi degli anni cinquanta fino al pensionamento. Padova non fu solo la città in cui svolse la sua lunga e proficua attività accademica, ma l'ambiente delle sue relazioni umane, specialmente rivolte al mondo studentesco. Nel 1966 ha ideato e diretto personalmente il movimento degli Universitari Costruttori, studenti di qualsiasi provenienza che si impegnavano gratuitamente, per un certo periodo, in campi di lavoro nell'edilizia a favore di chi si trova in stato di necessità. Negli ultimi quindici anni, come assistente degli ex-alunni dell'Antonianum, ha diretto l'organizzazione dei Cicli di Cultura aperti alla città, che richiamano a Padova illustri personalità invitate a trattare e a discutere temi di grande rilevanza e attualità.

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