Da Telethon oltre 1,4 milioni alla ricerca, cinque i progetti padovani

Selezionati i vincitori del bando progetti 2015 della Fondazione per la ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare: in Veneto sono stati finanziati sei studi per un totale di oltre 1.480.000 euro

I gruppi di ricerca finanziati nel 2015

Sono stati selezionati i vincitori del bando di concorso 2015 promosso dalla Fondazione Telethon per la ricerca sulle malattie genetiche rare. In Veneto sono stati finanziati sei progetti di ricerca - di cui 5 padovani - che hanno ottenuto fondi per un totale di oltre 1.480.000 euro.

I PROGETTI SELEZIONATI. I vincitori sono, per l’università di Padova, Luca Scorrano e Rodolfo Costa del dipartimento di Biologia, Leonardo Salviati del dipartimento di Salute della donna e del bambino, Dorianna Sandonà del dipartimento di Scienze biomediche e Nicola Elvassore del dipartimento di Ingegneria industriale; sempre da Padova, Carlo Nobile dell’istituto di Neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).

I PROGETTI PADOVANI. L’obiettivo del progetto di Luca Scorrano è di verificare in modelli preclinici se farmaci che interferiscono con l’attività del sistema che “pulisce” le nostre cellule dai “rifiuti” sono efficaci nel contrastare la perdita della capacità visiva associata a una forma di cecità ereditaria, l’atrofia ottica dominante, causata da mutazioni nel gene Opa1. Rodolfo Costa si occuperà di malattie mitocondriali, ovvero patologie che possono essere causate da mutazioni nel dna mitocondriale o in geni nucleari. Lo scopo del progetto di Barbara Cellini e Leonardo Salviati è di migliorare le conoscenze e individuare nuove opportunità terapeutiche basate sull’uso della vitamina B6 e di suoi derivati per l’atrofia girata. Dorianna Sandonà testerà l’efficacia di una nuova potenziale terapia farmacologica nel modello animale di sarcoglicanopatia. L’obiettivo del progetto di Nicola Elvassore è di costruire una raccolta di cellule del fegato di pazienti affetti da deficit di alfa1-antitripsina (Ard), per individuare quelle forme della malattia che possono degenerare in cirrosi epatica e testare nuovi potenziali farmaci già presenti sul mercato in grado di contrastarla. Lo studio di Carlo Nobile si propone di individuare nuovi geni correlati all’epilessia temporale laterale autosomica dominante (Adlte), avvalendosi di strumenti bioinformatici di analisi delle interazioni proteiche.

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