Si tagliò forzando la cassaforte: le tracce di sangue esaminate dal Ris incastrano il ladro

Resa dei conti tredici mesi dopo il furto sfumato: un 31enne è ritenuto l'autore del colpo, il suo dna combacia con quello repertato sulla scena del crimine e analizzato a Parma

Per mettere a segno quel furto si era dotato di una smerigliatrice, con il risultato di essersi tagliato e di aver lasciato sulla scena le sue tracce biologiche. Grazie a quel sangue i carabinieri lo hanno incastrato.

Il furto andato a monte

Il 3 novembre 2017 un ladro si era intrufolato nell'abitazione di un 39enne di San Martino di Lupari. Che il malvivente puntasse alla cassaforte e sapesse come muoversi nell'appartamento è stato chiaro fin da subito: per tagliare il pesante metallo aveva usato una smerigliatrice angolare. Un tentativo sfumato, perché l'arrivo imprevisto del proprietario lo aveva costretto a una precipitosa fuga rinunciando al bottino. Ma oltre al denaro il ladro ha lasciato dietro di sé qualcosa di ben più importante: il suo profilo genetico.

Gli esami del Ris sul dna

Nella fretta di scassinare la cassaforte, l'uomo si è tagliato perdendo molto sangue che i carabinieri del Nucleo radiomobile di Cittadella avevano raccolto subito dopo il colpo. Le tracce ematiche sono state inviate nei laboratori del Reparto investigazioni scientifiche a Parma e, dopo un anno, i riscontri delle analisi hanno portato dritti a un sospettato. Con gli esiti scientifici i militari dell'Alta sono risaliti al 31enne albanese P.J.: il dna dell'uomo, pregiudicato e senza fissa dimora, combacia con quello repertato sulla scena del crimine e gli è valso una denuncia per tentato furto.

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