Terremoto tra Lazio e Marche: protezione civile di Padova pronta a partire

I volontari padovani sono già stati allertati e sono disponibili a partire, sin da ora, non appena il coordinamento centrale, da Roma, deciderà di disporne. Bitonci: "Solidarietà alle popolazioni"

I danni ad Amatrice (foto ANSA)

In seguito alle potenti scosse di terremoto susseguitesi a decine, nella notte, tra le regioni di Lazio e Marche, che hanno provocato morti e devastazione, il sindaco di Padova, Massimo Bitonci, annuncia l'attivazione della protezione civile locale, pronta a recarsi sui luoghi del sisma per portare il proprio aiuto.

TUTE GIALLE PRONTE. “Esprimo la solidarietà - ha detto il primo cittadino - mia personale e di tutti i padovani, alle popolazioni colpite dal terribile terremoto di questa notte. Auspico che il lavoro di soccorritori dia frutto e tutte le persone disperse possano essere restituite sane e salve ai loro cari. I volontari della protezione civile di Padova sono già stati allertati e sono disponibili a partire, sin da ora, per garantire il massimo del supporto possibile, non appena il coordinamento centrale, da Roma, deciderà di disporne. Giunga al sindaco di Amatrice e a tutti gli amministratori dei Comuni colpiti la mia vicinanza e l'invito a non cadere nello sconforto: i padovani sono e saranno al loro fianco”.

I VOLONTARI. Si tratta di sei volontari e di tre psicologi dell'associazione "Psicologi per i Popoli", delegazione regionale del Veneto, che dal 2005 operano in convenzione con il comune di Padova per fornire supporto psicologico ai superstiti, ai familiari delle vittime o persone scomparse e ai gruppi di soccorritori prima, durante e dopo l'intervento nelle zona colpite da calamità. Partiranno con 3 mezzi di soccorso: un camper in funzione di ufficio/ambulatorio mobile, un furgone 9 posti e un mezzo cabinato per trasporto materiale ai quali si potrà aggiungere anche una tenda pneumatica di proprietà di "Psicologi per i Popoli" che ha funzione di ambulatorio da campo ovvero di area dormitorio. Nel caso in cui il dipartimento nazionale di Protezione civile richiedesse alla regione Veneto il supporto di uomini e mezzi per la grave calamità che ha colpito il centro-Italia, potranno essere mobilitati a scaglioni fino a 110 volontari patavini oltre a una decina di mezzi e attrezzature varie.

ELICOTTERO DEL SUEM. Su richiesta del dipartimento nazionale, è partito per Rieti l’elicottero del Suem 118 di Padova, con un equipaggio completo di anestesista rianimatore che fa base all’aeroporto reatino per contribuire al recupero e al trasporto dei feriti. La sanità veneta è pronta anche per eventuali necessità di ricovero: sono stati infatti messi a disposizione 10 posti letto di terapia intensiva e il numero eventualmente necessario di letti di degenza. 300 sacche di sangue sono pronte a partire, se necessario, dal Centro Trasfusionale regionale. Dal punto di vista delle azioni di protezione civile, sono state inviate, e sono sul posto, due unità cinofile specializzate nella ricerca delle persone, ed è stata allestita una colonna mobile in grado di realizzare un campo base totalmente indipendente con tende, servizi igienici, cucine, per 250 persone. I tecnici della Protezione Civile del Veneto hanno concluso da poco una videoconferenza con il Dipartimento Nazionale, dal quale si attendono indicazioni su dove e quando inviare la struttura mobile.

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