Test di Medicina, aspiranti in calo A Padova 700 candidati in meno

Martedì, si rinnova l'appuntamento con le prove d'ingresso per futuri camici bianchi. Sono 2.669 i pre-iscritti, con una flessione di un migliaio in raffronto al 2013. Passerà comunque meno di uno studente ogni sei

Si rinnova, martedì 8 settembre, l’appuntamento con il test per accedere alla facoltà di Medicina chirurgia, odontoiatria e protesi dentaria. Quest’anno si è registrata una sensibile riduzione degli aspiranti.

ASPIRANTI MEDICI IN CALO. All’università di Padova i pre-iscritti sono 2.669, circa settecento in meno rispetto allo scorso anno, una flessione di un migliaio in raffronto al 2013. Numeri che sono sempre e comunque di gran lunga superiori ai posti disponibili: 378 per medici e 15 per odontoiatri, ovvero passerà meno di uno studente ogni 6. Un calo, questo, che peraltro si inserisce all’interno di un quadro italiano di generalizzata diminuzione: parliamo di circa 60mila aspiranti matricole contro le 64mila del 2014. 

L'ORDINE DEI MEDICI. Sui dati è intervenuto Paolo Simioni, presidente dell'ordine dei Medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Padova: "Disaffezione alla professione? Non lo credo - ha dichiarato - probabilmente la percezione di un percorso molto più impegnativo rispetto ad altri. Ma i nodi sono tanti. Laureati e poi? Una volta guadagnata la corona d’alloro, le borse di studio per le scuole di specializzazione sono comunque contingentate e una parte di medici rimane senza la possibilità di proseguire un percorso formativo guidato. Questo è un problema che, come Ordine, abbiamo ben presente, tanto da aver istituito un osservatorio permanente che monitora, nella nostra area, questa discrepanza".

LA BATTAGLIA CONTRO I TEST D'INGRESSO. Nello stesso giorno, gli studenti del Link coordinamento, dell’Unione degli studenti e della Rete della conoscenza, hanno annunciato manifestazioni, anche a Padova, per protestare contro la gestione dell’accesso all’università: "Sto con gli studenti e idealmente sarò con loro a protestare - dichiara il presidente della regione del Veneto, Luca Zaia - chiedono l’ovvio, ciò che anche io chiedo dal novembre 2013: un’università aperta a tutti, diritto allo studio uguale per tutti e selezione rigidissima fatta sugli esami, sulle medie voto, in una parola sulle capacità dimostrate, non sulla base di insulsi quiz. Purtroppo - continua - per ora di dimostrato c’è solo l’ondivago pensiero del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che, in campagna elettorale per le europee, venne a Padova a giurare che l’abolizione del numero chiuso era cosa fatta. Oggi studenti e famiglie possono vedere com’è finita - conclude - peggio non era possibile".

I TEST. Ad ogni modo, martedì siederanno sui banchi 79mila aspiranti medici in tutta Italia. Dovranno affrontare 60 quesiti in 100 minuti. Quest'anno, le domande di cultura generale e logica sono state diminuite a favore, invece, di quelle riguardanti le materie "disciplinari". Sono 90 i punti massimi ottenibili da un candidato. Stando ai risultati dello scorso anno, il punteggio per entrare è 33,70, quello ottenuto dall'ultimo degli studenti riusciti ad accaparrarsi un posto nel 2014, nonostante la sufficienza si ottenga con 20 punti, evidentemente non sufficienti a garantire l'accesso.Nella scorsa annata di test, il migliore raggiunde un punteggio di 80,50. La media si attestò sui 54,30 punti.

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