Treni, tra le tratte meno sicure c'è la Rovigo-Padova: rischio taglio

Durante un tavolo ad hoc, Fs e sindacati hanno individuato quindici convogli problematici. Uno è il Bologna Centrale (21.20) - Venezia (23.18), che nel Padovano ferma a Monselice, Terme Euganee e Padova

Continua a farsi sentire l'eco dell'aggressione con coltello patita da un controllore su un treno a Milano. Una vicenda che all'improvviso ha scoperchiato un calderone in cui da più parti si denunciano problemi di sicurezza a bordo dei convogli ferroviari. Per questo motivo martedì è scattato, indetto dai sindacati Orsa, Cat, Cub e Usb, uno sciopero di sei ore (dalle 9 alle 17) del personale ferroviario di macchina e di bordo, e sempre per lo stesso motivo lunedì è stato convocato un incontro tra il gruppo Ferrovie dello Stato e i rappresentanti dei lavoratori (al tavolo nazionale si sono sedute Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Trasporti-Attività Ferroviarie e Fast Ferrovie). 

TRATTA ROVIGO-PADOVA "PROBLEMATICA". Nel corso della riunione sono stati individuati 15 treni "problematici" che attraversano varie regioni. Come emerge dalla tabella allegata al verbale d'incontro, i 15 treni a rischio (che potrebbero essere cancellati dal 26 giugno prossimo) viaggiano in Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio e Campania. In Veneto è stata individuata come tratta critica anche la Rovigo-Venezia sulla Bologna Centrale (21.20) - Venezia (23.18), con fermate anche a Monselice, Terme Euganee e Padova.

RISCHIO TAGLI. In questi 15 treni il fenomeno delle aggressioni è più ricorrente e si è convenuto che sarebbe necessaria una maggiore presenza delle forze dell'ordine a bordo. D'ora in poi, se non ci sarà, il treno semplicemente non partirà dalla stazione. Per quanto riguarda i treni regionali, dovrebbe essere attivato un tavolo sulla sicurezza nelle prefetture dei capoluoghi di Regione.  È stato condiviso il rafforzamento delle attività già in atto in Trenitalia per la formazione del personale sui comportamenti antiaggressione.

ZAIA. "Condivido le preoccupazioni e le richieste di più sicurezza immediata avanzate dai sindacati dei ferrovieri e aggiungo che misure adeguate vanno prese non solo sui treni considerati più a rischio, ma su tutto il sistema ferroviario - ha commentato il presidente della regione del Veneto Luca Zaia - si rafforzi quanto serve la polfer e, se la polfer non ce la fa, salgano sui treni i soldati. Le ferrovie sono come le strade: occorre garantire sicurezza e per farlo non deve esserci alcuna remora o impedimento a usare l’esercito".

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