"Nonna carabiniere" allerta le forze dell'ordine e fa arrestare due truffatori seriali di anziani

Decine le vittime di due napoletani che si spacciavano per avvocati e terrorizzavano gli anziani raccontando di incidenti a familiari. Su Facebook le foto dei lussi derivati dai raggiri

I malviventi si vantavano di aver truffato centinaia di anziani, ma la prontezza di una 74enne del Piovese, che aveva assistito a un incontro con i carabinieri nel centro anziani di Piove di Sacco, ha permesso di arrestare due pluripregiudicati.

Il video

I carabinieri hanno realizzato un video che ricostruisce e riproduce le tecniche di truffa utilizzate dai due arrestati per farne capire il modus operandi.

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I raggiri

I carabinieri del comando provinciale di Padova hanno arrestato due uomini napoletani, entrambi con precedenti penali, colpevoli di decine di truffe in tutta Italia. I colpi sono stati realizzati fingendosi avvocati e appartenenti alle forze dell'ordine, riuscendo a sottrarre decine di migliaia di euro a numerosi anziani. Per fronteggiare il problema i militari, nei mesi scorsi, si sono recati in vari centri anziani e parrocchiali per informare i frequentatori sui rischi. Proprio in seguito a uno di questi incontri il contributo di una donna è risultato fondamentale nell'individuazione dei truffatori.

Gli arresti

Nel pomeriggio del 19 marzo, dopo una lunga e complessa indagine coordinata dal pubblico ministero Benedetto Roberti, i carabinieri hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip Cristina Cavaggion, nei confronti di due uomini di origine campana. Si tratta del 27enne R.A. e del 39enne D.A.S., entrambi residenti a Napoli. Gli accertamenti sono iniziati dopo numerosi episodi di truffa nella provincia padovana, tutti avvenuti nelle abitazioni di persone anziane. I truffatori si presentavano a casa delle vittime dopo alcune telefonate e, con diversi stratagemmi, riuscivano a farsi consegnare contanti e gioielli.

La tecnica

Costante e collaudato il modus operandi: uno dei criminali contattava telefonicamente le vittime fingendosi un avvocato e riferendo di trovarsi in caserma o in un ufficio della polizia in seguito a un grave incidente stradale capitato a un parente stretto dell'anziano truffato. Il malvivente sosteneva di essere stato incaricato di seguire la vicenda giudiziaria, gettando nel panico la vittima. Nella conversazione subentrava poi un sedicente appartenente alle forze dell'ordine, che confermava la disgrazia e consigliava all'anziano, per evitare gravi ripercussioni sul familiare, di versare al finto avvocato una grossa somma di denaro.

Risparmi e gioielli

Presa dal panico la vittima si affrettava a recuperare tutti i soldi richiesti, attingendo alla pensione, ai risparmi e talvolta addirittura ai preziosi di famiglia. A quel punto uno dei truffatori si presentava a casa dell'anziano per intascare il bottino e allontanarsi velocemente. Le vittime capivano di essere state truffate solo dopo aver contattato i familiari e aver saputo che la storia dell'incidente era solo un pretesto. L'organizzazione criminale era talmente rodata e convincente che in un caso i malviventi sono riusciti a farsi consegnare da una donna 84enne residente nel vicentino, disperata, quasi 15mila euro in contanti.

La "nonna carabiniere"

La svolta nelle indagini è arrivata il 5 ottobre scorso, quando una pensionata 74enne di Piove di Sacco ha allertato i carabinieri dopo aver ricevuto la telefonata del sedicente avvocato che, come da copione, la informava di un incidente capitato al figlio. Grazie alla partecipazione a un incontro informativo la signora ha immediatamente riconosciuto la tecnica di truffa. I militari hanno rapidamente organizzato una serie di appostamenti mirati vicino all'abitazione della donna. Durante il sopralluogo hanno notato un giovane ben vestito che si aggirava nella zona della Madonna delle Grazie con fare sospetto, mentre poco lontano un complice lo attendeva a bordo di una Fiat 500. I due individui sono stati poi identificati in R.A. e D.A.S., entrambi con numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.

I viaggi sospetti

Ricostruendo i movimenti dei due campani si è scoperto che entrambi si recavano spesso in Veneto, soggiornando per qualche giorno in hotel e strutture sul lago di Garda.  A destre sospetto è stato il fatto che le truffe nel padovano avvenivano sempre nei periodi che i due uomini trascorrevano in regione. I militari hanno allora mostrato le fotografie degli indagati alle anziane vittime, che li hanno riconosciuti senza ombra di dubbio. Una volta individuati i colpevoli, sono venuti a galla tutti i dettagli della loro organizzazione criminale: a contattare al telefono gli anziani erano altri complici, diventati un vero e proprio call center a servizio dei napoletani. Era poi il 27enne ad andare a casa delle vittime spacciandosi per incaricato del finto avvocato per ritirare i soldi, mentre il 39enne lo accompagnava prendendo un'auto a noleggio.

Lo sfregio alle vittime

Imponente il giro d’affari dei truffatori, quantificato complessivamente in circa 70mila euro. Oltre a raggirare gli anziani i due malfattori esibivano su Facebook i proventi delle attività illecite, fotografando mazzette di soldi che spendevano per l’acquisto di gioielli, cene al ristorante e corse in motoscafo, puntualmente postati sul social a dimostrazione del loro alto tenore di vita.

I colpi

Dodici i reati imputati agli indagati, commessi tra maggio e ottobre 2017 nelle province di Padova, Vicenza e Pordenone. Il 2 maggio a Padova hanno sottratto a un 87enne 2mila euro e il 15 dello stesso mese a Noventa una donna 75enne è stata privata di 500 euro in contanti e numerosi gioielli in oro. Il 14 giugno i malviventi si sono spostati a Rubano, dove hanno incassato 5mila euro da un'altra 75enne. Tra il 15 e il 19 giugno due colpi ad Arzignano e Cordenons per ben 20mila euro, per poi tornare a Camposampiero il 12 luglio, dove la vittima 72enne del raggiro ha ceduto 3mila euro e vari monili. Meno fortunate le nuove incursioni nel Vicentino, con colpi a Torri di Quartesolo e Arzignano tra luglio e settembre, due quali andati a vuoto. I malviventi sono tornati nel Padovano il 2 ottobre, truffando una 76enne di Cittadella costretta a consegnare mille euro oltre a vari gioielli, mentre risale al giorno 5 l'ultimo sfortunato tentativo a Piove di Sacco. Qui i due hanno però trovato l'arzilla 74enne che ha messo fine ai loro reati.

L'appello ai cittadini

A conclusione dell'iter di indagine i truffatori sono stati rintracciati e arrestati in un albergo di Mantova e successivamente portati in carcere, dove sono a disposizione dell'autorità giudiziaria. I carabinieri invitano coloro i quali abbiano subito o siano venuti a conoscenza di fatti analoghi a quelli descritti a contattare quanto prima la compagnia di Piove di Sacco.

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