Al via a Padova l'Unità di strada della comunità di don Benzi per aiutare i senza dimora

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PadovaOggi

È partita a Padova da pochi giorni l'Unità di Strada della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), un gruppo di volontari che ogni settimana esce per le strade della città con lo scopo di incontrare chi vive in strada e offrire sostegno ai tanti senza dimora della città. I volontari della Comunità, fondata da Don Oreste Benzi nel 1968, sono attivi nelle zone del centro cittadino e della stazione ferroviaria dalla scorsa settimana.

Incontrare chi vive sulla strada

“Siamo partiti con due unità: una nell'area di via Sarpi, in zona stazione, e un'altra da via Zaparella, più centrale” spiega Pietro Ventura, responsabile di questa attività per la Comunità. “Già in questi pochissimi giorni abbiamo incontrato tante persone, italiani soprattutto, che per i motivi più disparati hanno perso tutto e ora vivono in strada” continua. “Portiamo con noi qualcosa da bere e mangiare e ci sediamo a consumarlo con loro per scambiare qualche parola. Noi vogliamo prenderci cura di queste persone, con la speranza di aiutarle anche nel loro riscatto sociale, per questo l’azione principale che facciamo è parlare con loro, cercando di capire come poterli aiutare”.

Un aiuto non sempre semplice

Benché possa sembrare assurdo, non tutti vogliono lasciare la strada: “Sembra paradossale – prosegue Ventura - ma alcuni di loro sono talmente induriti dalla vita in strada che spesso faticano ad accettare il nostro aiuto concreto. Per questo, in queste prime uscite, il nostro primo obiettivo è farci conoscere, creare una relazione di fiducia con loro, diventare amici. Solo poi, in seguito, potremo offrire loro di lasciare la strada ed essere accolti nelle nostre case di accoglienza per iniziare un vero percorso di ritorno alla vita”.

Le esigenze

Le richieste che in questi primi giorni di attività sono arrivate ai volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII da parte dei senza dimora sono tra le più disparate: “Molti ci dicono che non è il cibo ciò di cui hanno più bisogno. Di quello ne hanno a sufficienza, poiché molti ristoratori della città offrono loro da mangiare. Ci chiedono, invece, indumenti per affrontare l'estate, stagione difficile da vivere in strada quasi quanto l’inverno, e soprattutto di essere trattati con dignità, come persone e non come invisibili”. La Comunità Papa Giovanni XXIII inizia questa attività ora che le temperature salgono e molte strutture di accoglienza chiudono 'per ferie', “le persone che vivono in strada si trovano senza un posto in cui ripararsi”, aggiunge Ventura. Tra le richieste, ovviamente, quelle di un posto di lavoro: “Siamo solo all'inizio con l'attività dell'unità di strada nel padovano, ma in pochi giorni molte persone ci hanno chiesto di aiutarle dal punto di vista professionale. E noi, faremo tutto il possibile, cercando di metterle in contatto con aziende e attività che cercano operai e manovali”.

Come aiutare

Per ora questa attività si regge sul tempo e la disponibilità personale delle persone della Comunità, che come ogni membro della Apg23 hanno scelto di metterci la propria vita: “Tuttavia, avremmo bisogno dell’aiuto di tutti per portare avanti iniziative come questa – continua–. Un’occasione per chi vorrà contribuire a sostenere la Comunità Papa Giovanni XXIII è quella offerta dal 5 per mille o dalle altre iniziative solidali che portiamo avanti in tutta Italia ogni giorno. Per noi sarebbe una manna, ci farebbe dormire più sereni”.

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