Atto vandalico incendiario alla sede del centro sociale: spunta l'ombra della politica

Lo spazio sociale Catai in zona Savonarola è stato preso di mira da ignoti che hanno bruciato alcuni cartelloni. Si propende per una bravata, ma non è escluso il movente politico

La porta della sede del Catai con quel che resta dei volantini bruciati

Si limitano a un paio di locandine incenerite i danni riportati dalla sede del collettivo, che non ha sporto denuncia. Non ci sarebbero indizi per far propendere per un'azione mirata a sfondo politico.

Vandalismo

La scoperta risale alla mattinata di mercoledì, quando alcuni dei soci sono andati ad aprire i locali di ponte San Leonardo che ospitano lo spazio sociale Catai. Dei volantini che avevano affisso sulla porta nei giorni precedenti non restava nulla, sullo zerbino a terra solo un po' di cenere. Sotto al porticato di ingresso non ci sono altri danni: la porta in legno non è stata lambita dal fuoco appiccato da ignoti durante la notte tra martedì e mercoledì.

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Tanti dubbi

Danni limitati dunque, ma il sospetto che possa non essere solo una bravata, per quanto grave, rimane. Catai è uno spazio sociale nato pochi anni fa, da sempre vicino ai collettivi di sinistra. I membri si dedicano per lo più ad attività culturali e sociali organizzando incontri letterari, dibattiti, corsi di lingua. Parlare intimidazioni è eccessivo, perché di fatto la vicenda non è stata segnalata alle forze dell'ordine e non vi sono indagini in corso. Il gruppo si è limitato a pubblicare su Facebook le immagini delle locandine incenerite prima di pulire, commentandolo con ironia. «Le nostre idee e le nostre iniziative non andranno in fumo» dichiarano sarcasticamente, definendo un «simpaticone» il responsabile del gesto. Nessuna accusa, fanno sapere, anche se è difficile cancellare il dubbio che qualcuno volesse prendere di mira il Catai per il suo schieramento politico.

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